Scritte minacciose, per gli esponenti del Pd scatta la protezione

Il servizio di controllo dei carabinieri deciso dopo l’imbrattamento con frasi violente dell’abitazione del segretario dem locale

GUASTALLA  Una conseguenza c’è collegata alle inquietanti scritte apparse – nella notte fra il 21 e il 22 agosto – all’ingresso del condominio di via Trieste 23 in cui abita Rossana Gombia, segretaria del circolo Pd di Guastalla.

Da alcuni giorni è stata infatti decisa dagli inquirenti una forma di protezione per qualche esponente reggiano del partito democratico. Stretto riserbo su chi concretamente è ora al centro di questo servizio precauzionale dei carabinieri. Bocche cucite anche sul tipo di controllo che viene effettuato. Per analogia ci si può rifare a casi simili in cui era stata avviata quella che tecnicamente viene denominata “vigilanza”: può essere dinamica (un’auto di servizio passa più volte al giorno nelle vicinanze del posto di lavoro o dell’abitazione) oppure fissa (le forze dell’ordine restano in presidio). Comunque sia, questa mossa protettiva la dice lunga su due aspetti: l’attenzione degli investigatori sul caso e che al momento non è stata esclusa la pista politica.


Le scritte inneggiano ad Adolf Hitler (con pure un errore nello scrivere l’appellativo del dittatore tedesco, da cui l’aggiunta alla bell’e meglio di una “h” nella parola fuhrer), alle SS (organizzazione militare nazista coinvolta nell’Olocausto...), una croce uncinata, una croce celtica e infine una volgare frase dai risvolti politici (“comunisti merde, a morte”). Un attacco inedito (a memoria d’uomo a Guastalla non si ricordano precedenti di questo tipo, perlomeno con un linguaggio così violento e minaccioso) che potrebbe essere stato alimentato dall’avvelenato clima politico nazionale di questi tempi. Il pm Maria Rita Pantani ha aperto un fascicolo – al momento contro ignoti – con tre ipotesi di reato: propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, minacce gravi e imbrattamento. Sulla vicenda il magistrato coordina gli accertamenti dei carabinieri di Guastalla e Reggio Emilia (anche la Digos è stata informata) e come primo “passo” sono stati acquisiti i filmati delle telecamere presenti in zona. Tante ancora le domande in sospeso. Ha agito una sola persona o un gruppetto? Il raid è avvenuto a piedi o con l’appoggio di una macchina? Lo spray verde è una sorta di sigillo politico all’imbrattamento o un depistaggio? Le scritte sono di una mano sola? —