Consultazioni, i reggiani in prima fila nelle trattative per far nascere un governo M5s-Pd

Da Prodi a Castagnetti fino a Delrio fra i protagonisti del dibattito istituzionale. Apertura dal pentastellato Zanichelli

REGGIO EMILIA. La crisi del governo e le consultazioni per la formazione di una nuova maggioranza M5s e Pd vedono alcuni politici reggiani in prima fila e con ruoli di rilievo, a diverso titolo coinvolti nelle schermaglie di questi giorni. A partire da Romano Prodi che è stato tra i primi dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte ad aprire alla possibilità di una maggioranza diversa proponendo un governo “Ursula”, sostenuto da tutte le forze che hanno votato la neo presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen.

L’ex parlamentare Pierluigi Castagnetti, da sempre buon amico del presidente della Repubblica, era invece il 20 agosto sulla tribuna del Senato per seguire in diretta il discorso di Conte e ha motivato la sua presenza affermando di essere «interessato a vedere da vicino quello che stava succedendo». Difficile pensare che nella Capitale non abbia avuto colloqui telefonici o incontri con altri esponenti Pd, in primisGraziano Delrio, a cui è legato da lunga amicizia.

Consultazioni, Zingaretti: "Governo di svolta, altrimenti si vota"

L’ex sindaco di Reggio ha invece partecipato all’incontro di ieri al Quirinale come esponente della delegazione Pd in qualità di capogruppo alla Camera ed è indicato tra i possibili ministri in un nuovo esecutivo. E altri parlamentari e politici reggiani stanno vivendo come spettatori interessati quanto sta accadendo.

Un probabile cambio di maggioranza presuppone un cambio di rotta anche per i due parlamentari reggiani M5s. Maria Edera Spadoni, vice presidente della Camera, nel suo ultimo post del 20 agosto ha espresso la sua vicinanza e il suo sostegno al premier Conte, senza nascondere un po’ di amarezza «pensando a quello che avremmo potuto ancora fare per il Paese». Si spinge oltre il collega Davide Zanichelli che in un video su Reggionline di ieri, invitava alla prudenza affermando che «il M5s è disponibile a confrontarsi con il Pd, ma sulla base dei contenuti». Il parlamentare, pur condannando le scelte di Salvini, sottolineava però «di aver lavorato bene con l’ex partner di governo» quasi a non chiudere ad una nuova maggioranza gialloverde.

Chi invece tifa per uno scenario opposto è Benedetta Fiorini di Forza Italia, per la quale «serve un governo centrodestra serio e duraturo», sostenendo che «se dovesse nascere un governo Pd-M5s-Leu, sarebbe contro la volontà della maggioranza degli italiani». Sulle barricate il leghista Gianluca Vinci che affida il suo pensiero a Fb (maiuscole comprese): «La Vera Democrazia è solo quella che dà la parola ai cittadini, non quella burocratica di Palazzo. Vedremo presto in che Repubblica viviamo, Democratica o Burocratica!».

In caso di un governo M5s e Pd nel toto nomi, anche se è ancora molto presto, oltre a quello di Delrio circola anche quello di Luca Vecchi, per il ministero dell’Istruzione. Un percorso verso Roma che già altri sindaci reggiani come Delrio hanno intrapreso. Antonella Spaggiari invece rispose di no alla proposta di Walter Veltroni di entrare nel suo governo.

A meno di un ritorno alle urne, un cambio di maggioranza non modifica invece l’assetto delle Commissioni parlamentari e le presidenze in quanto il mandato dura due anni e mezzo. Gianluca Vinci manterrà la carica di vice presidente della Commissione Affari Costituzionali e Maria Edera Spadoni quella di vice presidente della Camera. Almeno per i prossimi 18 mesi.