L’omicida è il 34enne Hicham Boukssid, clandestino ed espulso

Identificato in due ore perché in passato ospite di pusher e filmato in faccia Fermato in città nel 2015. Il coltello non si trova. L’ipotesi: movente passionale



Ha un volto l’assassino della barista del Moulin Rouge. Un nome – e diversi alias, trattandosi di un clandestino – che è stato accertato nel giro di due ore, in tempi record, dalla Squadra Mobile della polizia di Reggio Emilia e in seguito confermato dalle telecamere. Hicham Boukssid – cercato in tutta Italia e all’estero – è un marocchino di 34 anni, irregolare, già espulso e comparso per la prima volta in un casolare abbandonato in città nel 2015. Non si può definire un cliente abituale, ma frequentava quel bar.


Da chiarire il movente. Si esclude la rapina o il motivo economico: il fatto che l’uomo si sia diretto dritto verso la ragazza fa ipotizzare un movente passionale o perlomeno unrisentimento personale.

Giovedì scorso, poco prima delle 18, un uomo magrebino, con un berretto calato sul volto e non seduto nella distesa, è apparso davanti all’ingresso del bar Moulin Rouge di via XX Settembre: pare abbia esitato per pochi istanti davanti all’ingresso, ha farfugliato una frase non intelligibile, è entrato, ha aggirato il bancone dove la barista (sola in quell’istante) Hui Zhou, 25 anni, stava sistemando uno scaffale e l’ha colpita con parecchie coltellate. La giovane è morta all’istante, mentre l’assassino, ricoperto di sangue, è scappato di corsa in direzione del liceo Moro, dove ha fatto perdere le proprie tracce. Nello scavalcare una siepe, l’omicida ha perso il berretto, recuperato. Il coltello, invece, nonostante la zona sia stata battuta a tappeto, non è stato trovato; nemmeno ieri mattina, quando la polizia è tornata sul posto, in particolare nell’area circostante l’ultimo avvistamento, per cercare l’arma bianca, finora invano.

Mentre venivano ascoltati quattro testimoni, avventori del bar, ed eseguiti i rilievi da parte della polizia scientifica di Bologna, nell’immediatezza del fatto si è rivelata determinante la conoscenza del territorio della Sezione Antidroga della Mobile. Difatti, in base alla descrizione dell’assassino, i poliziotti che in passato hanno controllato dei marocchini per questioni legate allo spaccio hanno ricordato quel soggetto, estraneo alla droga e ospitato da connazionali. Alle 20 la polizia aveva già identificato Hicham e più tardi – verso le tre di notte – la conferma è arrivata dalle telecamere. Gli occhi elettronici comunali sulla strada e quelli della filiale Credem di fronte si sono rivelati poco utili. Le telecamere determinanti sono state quelle interne al bar, che hanno filmato l’omicida in faccia; l’ostacolo è stato che per arrivare all’hard disk del sistema di sorveglianza occorreva rimuovere il corpo della povera ragazza, cosa che è stata eseguita ore dopo. Quando già gli agenti avevano fatto il giro dei connazionali – eseguendo diverse perquisizioni domiciliari dall’esito negativo – che potrebbero aver aiutato il 34enne fuggitivo.

Hicham Boukssid è stato identificato per la prima volta nel 2015 in un casolare occupato abusivamente. Fermato nello stesso anno durante dei controlli in via Dalmazia e in via Dante (proprio accanto alla questura), l’uomo, colpito da provvedimento di espulsione, è scomparso per qualche tempo, per poi riapparire prima in Lombardia e di nuovo in Emilia. Un soggetto che vive ai margini, pare senza precedenti, senza documenti né legami con il territorio; il che potrebbe agevolarlo nella fuga.

L’identikit e l’ordine di cattura del fuggiasco sono stati diramati a tutte le forze dell’ordine della città, d’Italia e perfino all’Europol, nel caso in cui l’omicida cerchi di superare la frontiera. Da giovedì notte sono presidiate la stazione ferroviaria e i capolinea dei bus, ma la speranza è che il colpevole si aggiri ancora nel Reggiano. —