Scandalo affidi, ok della Regione alla commissione d’inchiesta sui servizi sociali

Il voto in aula dopo la maratona di tre giorni sulla legge contro l’omofobia, osteggiata dall’ostruzionismo del centrodestra. Bonaccini: «Siamo i primi a volere chiarezza e verità»

BOLOGNA. «È la Regione Emilia-Romagna la prima che vuole verità e chiarezza sulla vicenda della Val d’Enza». E poi: «L’istituzione della commissione d’inchiesta rappresenta un’assunzione di responsabilità da parte della politica, segnale che io stesso avevo chiesto invitandola a non dividersi sui bambini. Ringrazio quindi l’Assemblea legislativa che ha accolto l’invito a dare un contributo di ulteriore chiarezza, in primo luogo nell’interesse esclusivo delle famiglie e dei bambini alle prese con una vicenda drammatica, e poi di tutto il sistema di servizi a tutela dell’infanzia». Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, commenta il via libera in consiglio regionale alla Commissione d’inchiesta sui fatti della Val d’Enza.

Un’approvazione arrivata dopo le pesanti polemiche del centrodestra, che nei giorni scorsi ha spinto per anticipare la discussione sull’argomento alla votazione della legge contro l’omotransnegatività. Così non è stato. E il via libera alla Commissione è arrivato quindi dopo una maratona di quasi tre giorni di discussione in aula sulla legge “contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”, inondata dai 1.787 emendamenti presentati dal centrodestra per fare ostruzionismo.

Un dibattito estenuante, che si è prolungato dalle 10.30 di mercoledì fino alle 3 di notte di sabato. Alla fine dopo tre giorni – seguiti sul posto dai rappresentanti dell’Arcigay, fra i quali anche tanti reggiani – la legge è stata approvata e l’Assemblea si è potuta dedicare ai fatti della Val d’Enza. La commissione d’inchiesta – che si occuperà del sistema regionale degli affidi, della rete dei servizi e dell’attività di educatori e assistenti sociali – ha avuto i voti favorevoli di Pd, Si, Misto, Ln, M5s e Fi. Fdi non ha partecipato al voto.

Il lavoro dei consiglieri regionali nell’ambito della Commissione si affiancherà, ovviamente su piani diversi, a quello delle autorità inquirenti e a quello della commissione tecnica che la Giunta regionale ha istituito il 13 luglio scorso, composta da esperti di provata esperienza e competenza. «Capire e ragionare sul funzionamento di sistemi e servizi pubblici è compito della politica – aggiunge il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – facciamolo, però abbassiamo i toni, nel rispetto innanzi tutto del dolore di tante persone, mantenendo allo stesso tempo alta la vigilanza e l’impegno affinché quanto prima sia fatta luce».

La commissione lavorerà con tempi certi, in campi di azione specifici e con velocità negli interventi. Questa almeno la richiesta contenuta in un emendamento, approvato dall'Assemblea, presentato dal Movimento 5 Stelle regionale nel quale si prevede anche che il lavoro si svolga senza oneri ulteriori per le casse di viale Aldo Moro, senza quindi gettoni di presenza, rimborsi o altri compensi da riconoscere ai componenti della stessa.

«Quello che vogliamo evitare – spiega Andrea Bertani, capogruppo M5S e primo firmatario dell’emendamento – è che cada il silenzio e si cerchi di tenere sotto traccia i tanti problemi che ci sono all’interno di questo sistema. C’è l’assoluta necessità, ovviamente nel rispetto della magistratura e di chi sta portando avanti l’inchiesta di Bibbiano, di accendere i riflettori su un mondo che a quanto pare presenta molti punti oscuri».

Per questo, conclude il pentastellato, «ci aspettiamo da parte delle forze di centrosinistra la più ampia disponibilità e il massimo impegno a procedere nel più breve tempo possibile».