Vertenza Sare, l’accordo non è stato raggiunto Niente garanzie sul Tfr

Nulla di fatto nell’incontro di ieri I 25 operai attendono la lettera di licenziamento. I sindacati: «Ora mobiliteremo Comuni,  Regione e anche il ministero»

BIBBIANO. Mancato accordo, ieri, all’incontro fra le parti al Centro per l’impiego di Reggio Emilia, dove si doveva decidere il futuro dei venticinque operai del salumificio Sare di Barco. Presenti all’incontro i sindacati Cisl e Cgil, una delegazione degli operai, il titolare Sare, Luigi Duraccio, e la Regione. Tra le questioni da decidere, un ulteriore anno di cassa integrazione in deroga, a carico dell’azienda, ma senza garanzie per il Tfr. Alla fine non si è arrivati a un accordo soddisfacente, e la vertenza ora prenderà un’altra direzione. . Gli operai, che attendono a breve le lettere di licenziamento, a questo punto dovranno chiedere l’indennità mensile di disoccupazione (Naspi), ma il presidio in via Santa Lucia proseguirà fino all’arrivo di garanzie solide, da parte della società, per quanto riguarda il Tfr. I sindacati sono stati fermi su questo punto: senza garanzie, nessun accordo. Rimane anche un altro punto da risolvere: i tre giorni di paga in meno, tolti dalla busta paga per gli scioperi. Secondo i sindacati, i lavoratori hanno fatto un presidio e non un astensione dal lavoro. Secondo l’azienda, invece, si è trattato di sciopero, quindi senza retribuzione. Un “testa a testa” su tutta la linea, preceduto da una dura lettera degli operai nella quale annunciavano che «non ci sarà nessun compromesso non chiaro. Restiamo fermi sulla nostra posizione, sul Tfr vogliamo garanzie reali». Garanzie che non hanno ottenuto. «Adesso – fanno sapere i sindacati – cercheremo un eventuale aiuto presso i vari Comuni in Val d’Enza, sensibilizzeremo le amministrazioni, la Regione e gli enti, porteremo la storia anche al ministero con l’obiettivo di ritrovare una futura collocazione agli operai». —

Da.Al.


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