Scandiano, maltrattamenti a scuola: le due maestre in silenzio davanti al giudice

I legali: «Scelta difensiva agli interrogatori, occorre tempo per visionare gli atti» C’è una terza insegnante nell’inchiesta. Nel mirino del pm i metodi educativi

SCANDIANO. L’attesa in aula vissuta con estremo disagio al fianco dei rispettivi difensori, poi intorno a mezzogiorno il veloce interrogatorio di garanzia conclusosi in una decina di minuti per la precisa scelta difensiva di avvalersi della facoltà di non rispondere – in tribunale a Reggio Emilia – davanti al gup Luca Ramponi.. Stiamo parlando delle due maestre – in forza alla scuola materna statale Spallanzani di Scandiano – accusate di maltrattamenti aggravati ai danni di minori. Si tratta di una reggiana 56enne (difesa dall’avvocato Noris Bucchi) e di una 54enne d’origine pugliese (è tutelata dai legali Mauro Grisendi e Cristiana Barbieri). Per entrambe il magistrato che ha firmato l’ordinanza – cioè il gip Giovanni Ghini – ha emesso un provvedimento cautelare di divieto d’accesso a ogni scuola materna e d’infanzia.

«Non ho ancora ultimato – dice l’avvocato Bucchi – sia la visione delle immagini e dei video, nonché l’ascolto delle registrazioni che fanno parte della corposa mole di atti d’indagine. Tutto ciò va esaminato ed approfondito, il che giustifica la scelta difensiva di avvalersi della facoltà di non rispondere». Valutazioni in fotocopia le raccogliamo dall’avvocato Barbieri: «Dobbiamo terminare di esaminare le carte, è un lavoro imponente».


C’è una terza insegnante (accusata di maltrattamenti, ma non raggiunta da misure restrittive) finita nell’inchiesta del pm Valentina Salvi che coordina le indagini dei carabinieri.

Nell’ordinanza il gip Ghini spiega che i «maltrattamenti hanno una naturale proiezione nel tempo, tanto più qui, dove esprimono una scelta per così dire di principio, i bambini più o meno irrequieti vanno tenuti a bada costi quel che costi». Poi il giudice allarga il concetto dei metodi educativi sopra le righe per motivare le misure restrittive applicate: «Niente di più facile, allora, che, se non gli stessi, altri bambini vengano presi mira. Il pericolo non è solo concreto, ma attuale: anche se l’anno scolastico è finito, la ripresa non tarderà a venire, e non è escluso nemmeno che le due insegnanti possano essere impiegate in attività estive». —

T.S.

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