L’ex assistente sociale ora indagata «Problemi reali, dubbi sul metodo»

Cinzia Magnarelli: «C’era un clima da caccia alle streghe». Nadia Campani sostiene che l’Ausl non avesse psicoterapeuti



Tutti contro tutti, con un unico comun denominatore: il rimpallo di responsabilità. C’è chi ha sconfessato l’Ausl in difesa dell’Unione e chi – un’assistente sociale – ha ammesso «crisi di natura etico-professionale» poiché nel metodo del Servizio Sociale della Val d’Enza «la ricerca dell’abuso sessuale era prevalente su qualsiasi altro aspetto». Anche l’ultima giornata degli interrogatori di garanzia – a carico delle 17 persone con misura cautelare su 29 indagati –, svoltasi ieri in tribunale a Reggio sull’inchiesta “Angeli e demoni”, ha visto aggiungersi punti di vista ai mille interrogativi sui presunti affidi facili di minori.


«ERO IN CRISI»

Tra coloro che hanno deciso di rispondere alle domande («per far comprendere come funzionava il sistema», ha chiosato l’avvocato difensore Alessandro Conti) c’è stata Cinzia Magnarelli, assistente sociale colpita dalla sospensione per sei mesi perché accusata di falso ideologico, frode processuale, tentata estorsione e violenza privata. «Ma su questi ultimi due capi d’imputazione (che riguardano il filone più delicato, quello dei singoli casi di minori, ndr) sussiste una grave carenza indiziaria», secondo il difensore. «La mia assistita ha spiegato il modus operandi del Servizio, impostato da altri e al quale lei si era adagiata – ha proseguito il legale – Con gli anni ha avuto diverse crisi e ha fatto presente che dissentiva sul modo di procedere; perplessità che venivano rassicurate dai suoi superiori». In preda a questa crisi personale, Magnarelli dal settembre dell’anno scorso ha ottenuto un trasferimento ad altro ufficio. L’ormai ex assistente ha voluto sottolineare che «le criticità nei bimbi attenzionati erano oggettive»: nulla di inventato. Il malessere di Magnarelli, «più di pancia che di testa», derivava dal fatto che «alcuni aspetti non venivano presi in considerazioni»: in particolare «la spia dell’abuso annullava qualsiasi altro disagio». Tanto che a suo avviso, all’interno del Servizio, «si era creato un clima paragonabile alla caccia alle streghe». Il difensore ha commentato: «È emerso il sovraccarico di responsabilità attribuito agli assistenti sociali, che non decidevano in prima persona gli allontanamenti».

«l’aUsl senza risorse»

È durata oltre un’ora l’udienza per Nadia Campani, responsabile ufficio piano dell’Unione, anche lei sospesa per sei mesi perché accusata di abuso d’ufficio e falso. Questo è invece il filone dei reati in concorso di natura amministrativa e finanziaria: lo “spacchettamento” delle retribuzioni per la psicoterapia per far rimanere le cifre sotto soglia, le false causali, i mancati bandi pubblici. «Campani, una sorta di segretaria dell’Unione, si è affidata ai responsabili di settore – hanno riportato i codifensori Andrea Mattioli e Claudio Natale di Modena – Secondo il racconto della nostra assistita c’erano dei rapporti da sistemare con l’Ausl, che per tutto il 2018, pur avendo ben presente il problema e nonostante sia stata sollecitata più volte, non è mai intervenuta».

È un punto fondamentale, poiché agli atti gli inquirenti contestano l’affidamento della psicoterapia ai privati di Hansel & Gretel a 135 euro l’ora, quando gli specialisti del pubblico avrebbero potuto provvedere per 60-70 euro l’ora. Il contestato affidamento, secondo Campani, aveva un motivo semplice: «Non c’erano le risorse né umane né materiali per far fronte all’aumento di casi di minori in val d’Enza». I legali sottolineano poi che una telefonata intercettata tra Nadia Bolognini e Federica Anghinolfi, proprio sulle tariffe, è stata erroneamente attribuita a Campani: «In realtà è Nadia Bolognini», moglie di Foti. «Ha chiarito la sua posizione» Maria Vittoria Masdea, educatrice Creativ sospesa per sei mesi, difesa dall’avvocato Jenny Loforese.

GLI ALTRI NON PARLANO

Gli altri cinque indagati sottoposti all’interrogatorio di garanzia si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e non hanno, per ora, chiesto la revoca della misura. Si tratta di Imelda Bonaretti, assistente sociale, sospesa per sei mesi, avvocato Franco Mazza; Barbara Canei, istruttore direttivo amministrativo del Servizio Sociale, sospesa per sei mesi (avvocato Giulio Garuti di Modena); Sara Gibertini, assistente sociale sospesa per sei mesi (avvocati Francesca Guazzi e Federico De Belvis); i medesimi codifensori di Sarah Testa, di Hansel & Gretel, sospesa per sei mesi: infine Matteo Mossini, psicologo Ausl distaccato al Servizio Sociale, sospeso per sei mesi, legale Franco Mazza.

Ora si attende il dispositivo del Gip Luca Ramponi. Finora solo il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti e il direttore scientifico di Hansel & Gretel Claudio Foti hanno chiesto la revoca dei domiciliari.

Il pm Valentina Salvi ha depositato il parere su entrambi. È probabile che la decisione del giudice, che tratterà in modo cumulativo le posizioni, sia resa nota oggi o all’inizio della prossima settimana. —