Martedì la giunta. Vecchi è sotto pressione? “No, decide in solitudine”

Alla guida della città di Reggio Emilia ci saranno più donne che uomini, quattro riconferme su nove posti: il rompicapo del vice e quello degli assessori troppo forti 

REGGIO EMILIA. Lo danno per certo. Martedì 2 luglio il confermato sindaco Luca Vecchi presenterà la nuova giunta e convocherà la prima seduta del consiglio comunale di Reggio Emilia, espresso dal primo turno elettorale del 26 maggio e dal ballottaggio del 9 giugno.

Altra informazione: a oggi il quadro del governo cittadino è definito all’80 per cento e Vecchi è impegnato negli ultimi incontri con le delegazioni delle liste alleate. Certezze (quasi certezze) finali: in giunta ci saranno 4 componenti confermati, 3 assessori saranno espressione delle liste civiche, nell’amministrazione parteciperanno più donne che uomini, mentre si accavallano molte, moltissime ipotesi, sul vicesindaco.


ALGORITMO

Sulla questione giunta e per i tempi che stringono non vale il “più stretto riserbo” e neanche la formula delle “bocche cucite” e dal “municipio filtra che…”.

La tanta sospensione è dovuta al fatto che Vecchi sta decidendo da solo e neanche i suoi più stretti collaboratori e sostenitori sarebbero informati sull’algoritmo al quale sta lavorando.

Perché – tra l’altro – il primo cittadino riconfermato lavora in solitudine per evitare sollecitazioni dirette e pressioni trasversali. Inevitabili e insistite se si considera la griglia di supporter che hanno consentito a Vecchi di vincere al ballottaggio.

STROFA E RITORNELLO

“Martedì il sindaco chiude. E decide lui”. È la strofa che gira. Mentre il ritornello è quello che ormai viene intonato ogni giorno con qualche minima variazione. I quattro assessori che saranno riconfermati sono Valeria Montanari, Raffella Curioni, Alex Pratissoli e Daniele Marchi.

Entrerebbe nel governo della città anche Annalisa Rabitti, recordwoman delle preferenze e per la quale andrebbe prospettandosi anche il ruolo di vicesindaco nonché l’assegnazione delle deleghe al sociale, quindi al welfare ma non tutte, per evitare un accumulo di responsabilità e potere.

Ma per il ruolo di braccio destro del sindaco continua a circolare pure il nome della giovanissima Carlotta Bonvicini, espressione della lista Immagina Reggio che ha ricevuto il maggior numero di consensi.

E secondo l’antica prassi spetterebbe ad essa (la lista) il diritto a indicare il vice.

IL DILEMMA DEL VICE

Bonvicini vicensindaco oltre che responsabile dell’ambiente? Le previsioni come i giudizi sono contraddittori: finalmente una giovane al debutto; nulla sa della macchina comunale; ma sarebbe un segno di cambiamento; però Vecchi ha necessità di far conto su un vice del Pd di stretta osservanza.

E probabilmente di bilanciamento con l’anima cattolica (quella vicina a Delrio) del Pd reggiano. Ecco quindi circolare con insistenza il nome della Rabitti che, fra l’altro, ieri ha scritto una lunga lettera al nostro giornale con contenuti pluritematici sulle barriere architettoniche, la socialità reggiana, la bellezza, accreditandosi…

V’è da scrivere che però la stretta osservanza alla prassi è pressoché impossibile.

Era ardua nei trascorsi cinque anni con le scissioni e i distinguo a sinistra e il nocciolo cattolico-sociale del partito di maggioranza.

È improbabile ora. Anche perché il sindaco deve o dovrebbe riservare un posto a +Europa, dunque a Layla Yusuf oppure a Maria Francesca Sidoli, e quindi a Lanfranco De Franco capofila di Reggio è, che di esperienza consiliare ne ha accumulata assai. Gli assessori Pd sarebbero dunque cinque su nove

LA CULTURA PER AMICO

E il nono assessore? Quello che allargherà la giunta 2019-2024 di un’unità? Quello che deterrà la delega alla Cultura, così attesa e pretesa, promessa da Vecchi e che Vecchi ha pronosticato e annunciato che non sarà sua?

Il sindaco starebbe ancora valutando una figura esterna, tecnica e non politica.

È ricorrente il nome di Federico Amico di Cavriago, presidente regionale dell’Arci, creatore e animatore di vari eventi locali e nazionali, impegnato anche nel Terzo Settore. Un extra entourage, dunque, fuori dai localissimi giochi della prassi.

LARGO AL FACTOTUM

Se il sindaco s’è ritirato per la definitiva riflessione e decisione, molti sono anche i solleciti a lui diretti affinché il peso delle deleghe affidate agli assessori non siano dispari, squilibrate. Qualcuno porta l’esempio delle responsabilità dell’ex assessore Mirko Tutino, definito il “plenipotenziario” o “largo al factotum” che nel mandato precedente ha appunto assorbito sul suo ufficio il peso maggiore dell’attività amministrativa. Il tema è questo: assessorati pesanti e assessorati leggeri hanno ancora senso?

Altro argomento non succedaneo: quali deleghe il sindaco Vecchi riterrà di mantenere su di lui?

IL REBUS DE LUCIA

Un altro grande raccoglitore di consensi personali, dentro il Pd, è stato Dario De Lucia. Consigliere eletto, è ritenuto la punta più estroversa, estrema, ortodossa e nel contempo imprevedibile, della maggioranza. Il sindaco dovrà decidere come corrispondere ai suoi risultati. Tre possibilità in ballo: un assessorato, oppure il ruolo di capogruppo che l’interessato non disdegnerebbe perché ha significato politico sovracomunale, o ancora l’elevazione a presidente del consiglio comunale che per un uomo indomabile come De Lucia e il Pd più sobrio rappresenterebbe una “gabbia dorata”.

L’INCOGNITA REGIONALI

Nella definizione della giunta il sindaco Vecchi potrebbe tenere conto di una prospettiva prossima ventura: le elezioni per il rinnovo dell’assemblea e del governo della Regione Emilia Romagna.

Tornata che probabilmente si svolgerà nei primissimi mesi del 2020.

Qualcuno dei probabili assessori comunali di Reggio potrebbe essere candidato a Bologna?

È una domanda di non poco conto con risposta (si vedrà) determinante, perché la nuova amministrazione della città non potrà partire con componenti già con la valigia, e nemmeno permettersi di pigliare questi cinque anni alla leggera. —

s.scansani@gazzettadireggio.it