'Ndrangheta, nuova ondata di arresti a Brescello. In manette Francesco Grande Aracri e i suoi figli

Gli agenti del Reparto mobile della polizia davanti alla casa di Francesco Grande Aracri

Operazione della Dda di Bologna contro esponenti della famiglia Grande Aracri. Sedici arresti, una cinquantina gli indagati. In manette anche il presidente del consiglio comunale di Piacenza Giuseppe Caruso

BRESCELLO  Nuovo colpo alla 'ndrangheta radicata a Reggio Emilia e prosperata nel resto dell'Emilia Romagna. Dopo 4 anni dall'operazione Aemilia contro il clan Grande Aracri di Cutro la polizia sta eseguendo una serie di nuove misure cautelari nei confronti di appartenenti alle cosche che da tempo operano nella regione e che sono storicamente legate ai Grande Aracri di Cutro.

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L'operazione di questa mattina ha come suo epicentro Brescello, comune reggiano sciolto nel 2016 per infiltrazioni mafiose, e vede agli arresti tra gli altri Francesco Grande Aracri, dominus del clan nella bassa reggiana, e un politico piacentino, Giuseppe Caruso, presidente del consiglio comunale di Piacenza, città dove è stato arrestato dalla polizia.

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I provvedimenti eseguiti all'alba sono stati emessi dal gip di Bologna su richiesta della Dda. Sono anche in corso un centinaio di perquisizioni e in tutta Italia nei confronti di soggetti che, pur non essendo destinatari della misura cautelare, sono comunque risultati collegati alla cosca.

Francesco Grande Aracri

GLI ARRESTATI  L'indagine non è recente. Si tratterebbe di un fascicolo aperto già nel 2015 dalla Dda. Diversi gli episodi menzionati, che ripercorrono anche la stora recente della cittadina di Peppone e Don Camillo, con propaggini fino a Parma e Piacenza.

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In manette 16 persone, 13 con provvedimento in carcere e 3 ai domiciliari. Tra gli arrestati spicca il nome di Francesco Grande Aracri, fratello più anziano del boss cutrese Nicolino Grande Aracri. La Squadra mobile di Reggio Emilia ha eseguito l'arresto di Francesco Grande Aracri nella casa già confiscata di via Pirandello a Brescello, nel quartiere conosciuto con il nome di Cutrello per la storica presenza di residenti originari del comune calabrese.

Con lui in arresto anche i figli Salvatore Grande Aracri e Paolo Grande Aracri, anche loro residenti in via Pirandello, dove sono presenti sul posto il capo della Squadra Mobile di Reggio Emilia, Guglielmo Battisti, e il vicario Andrea Salmeri. L'inizio dell'operazione è stato anticipato dall'elicottero della polizia, che ha sorvolato a bassa quota Brescello, svegliando molti residenti.

Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione di stampo mafioso, estorsione, tentata estorsione, trasferimento fraudolento di valori, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, danneggiamento e truffa aggravata. Sotto sequestro anche immobili e attività degli indagati, che rappresentano l'ennesimo tesoretto a disposizione della cosca cutrese.

POLITICO IN MANETTE Tra gli arrestati anche il presidente del consiglio comunale di Piacenza Giuseppe Caruso, funzionario dell'Agenza delle Dogane, accusato di aver favorito una truffa a beneficio dell’organizzazione criminale per ottenere fondi dall’Unione Europea.

Le indagini della Direnzione Distrettuale Antimafia di Bologna sono coordinate dal sostituto procuratore Beatrice Ronchi. L'esecuzione delle misure cautelari è stata coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco) della Polizia e condotte dagli uomini della Squadra mobile di Bologna in collaborazione con quelle di Parma, Reggio Emilia e Piacenza.

Per eseguire le misure cautelari, in diverse città dell'Emilia Romagna, sono impegnati oltre 300 agenti.



I dettagli dell'operazione saranno resi noti in una conferenza stampa in programma alle 10.30 in questura a Bologna alla presenza del procuratore Giuseppe Amato, del direttore della Direzione centrale anticrimine della Polizia Francesco Messina e del direttore dello Sco Fausto Lamparelli.