«Paolo era una persona buona e meravigliosa»

Il dolore degli amici e colleghi di Ferri, il 56enne morto nell’incidente con il trattore  Oggi attesa la decisione su un’eventuale autopsia, poi si potrà fissare il funerale

VETTO. «Una persona meravigliosa, buona e bravissima. Così descrivono Paolo Ferri, amici e conoscenti. La morte del 56enne, nell’incidente con il trattore su un terreno in pendenza sulla provinciale 513 alle porte di Vetto, sabato mattina, ha lasciato tutti increduli e addolorati, anche tra i tanti amici e colleghi dell’infermiere, che prestava servizio nel reparto di Cardiologia dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Qui lavora anche il fratello Roberto, tecnico radiologo.

«Siamo tutti molto scossi – dice una collega – Paolo era una persona sempre sorridente. Non si risparmiava in niente. Faceva sempre da paciere con tutti. E amava la vita, viaggiare, divertirsi. Organizzava le cene con i colleghi. Ma guai per la sua Vetto, si prodigava per i genitori anziani».


Ferri viveva in città ormai da anni, ma tornava spesso a Vetto per aiutare il padre Gildo e la mamma Pia nella gestione della proprietà. Sabato mattina l’incidente è avvenuto mentre stava tagliando l’erba in un terreno di famiglia: un’attività fatta chissà quante altre volte.

Ma qualcosa purtroppo questa volta è andata storta ed è costata la vita a un uomo che tutti descrivono con profondo affetto e stima.

Ancora nulla si sa del funerale perché la salma, recuperata dalle onoranze Nuova Maura Ghirelli e ricomposta all’obitorio dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, è rimasta a disposizione della Procura di Reggio. Stamane forse si saprà se il magistrato intenda procedere con l’autopsia.

La dinamica dell’accaduto è molto chiara, a detta degli stessi operatori del servizio Ausl di Prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro, arrivati a Vetto insieme ai carabinieri. A determinare l’incidente è stata la forte pendenza del terreno. Il trattore ha perso aderenza e si è ribaltato più volte. Ferri è rimasto schiacciato dal mezzo ed è stato poi sbalzato cadendo sul manto stradale sottostante. La morte è avvenuta all’istante. Tanto chiara è la dinamica che il trattore non è stato neppure posto sotto sequestro.

Non è certo, invece, l’orario dell’accaduto, dal momento che l’allarme è stato dato, intorno alle 13.30, da un automobilista che, passando sulla provinciale, ha visto il trattore e il corpo a terra. Potrebbe essere avvenuto anche diverso tempo prima.

Valutazioni in corso da parte della Medicina del lavoro sono anche sul fatto che Ferri avesse o no le cinture di sicurezza allacciate. L’esito non cambierà di molto le cose, soprattutto non riporterà in vita il 56enne. Purtroppo è soltanto l’ultimo di una serie di infortuni analoghi che ora sono sotto l’attenzione della Prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro (vedi articolo a fianco).

Da maggio del 2018 sono cinque le morti bianche nel comparto agricolo nella nostra provincia, di cui due negli ultimi 15 giorni. Il primo giugno è toccato a Vando Davoli, 53enne di Gavasseto (Reggio Emilia): è finito in un canale pieno di acqua con il mezzo pesante in via Comparoni, a poca distanza da casa. Il 9 febbraio di quest’anno a perdere la vita era stato Giovanni Paganelli, 54 anni, schiacciato dal trattore mentre lo riparava, a Campovecchio di Carpineti; ferito anche il fratello. A Casa Masello di Casina, il 26 settembre 2018, un’altra vittima fu il rifugiato gambiano 37enne Buba Durbae. Ancora prima, il 29 maggio 2018, a morire in circostanze così tragiche fu l’88enne Alfeo Canovi, “Faian”, a Lama di Carpineti. —

M.F.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI