Esame di Stato, mercoledì inizia la maturità per 3.746 studenti reggiani

Si comincia con il tema d’italiano, giovedì la seconda prova su due discipline. Ieri negli istituti di Reggio e provincia l’insediamento delle 93 commissioni

REGGIO EMILIA. Fra i 3.746 candidati della nostra provincia c’è chi ha trascorso il fine settimana sui libri e chi s’è concesso una pausa per ritemprare le forze in vista delle prove scritte, che li impegneranno domani e giovedì.

Tuttavia i 3.670 studenti che si candidano alla maturità insieme a 76 privatisti hanno un obiettivo comune: superare l’esame di Stato con un punteggio corrispondente almeno ai voti ottenuti negli ultimi tre anni di scuola e quantificati nel credito scolastico, che contribuisce a formare il punteggio finale con un massimo aumentato dalla riforma di quest’anno da 25 a 40 punti su 100.


Tra le modifiche introdotte dal ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, c’era anche la possibilità di essere ammessi all’esame nonostante un’insufficienza, mentre fino all’anno scorso era obbligatorio avere il 6 in tutte le materie. Chi si trova in questa condizione non ha motivo di temere la bocciatura, che è divenuta un evento raro negli esami finali, ma può accontentarsi di un 60 o poco più. I migliori, invece, ambiscono giustamente al 100 con lode.

Il compito di valutarli spetta alle 93 commissioni che si sono insediate ieri mattina alle 8.30 nelle scuole superiori reggiane. Ognuna di esse è formata da tre commissari esterni e da tre interni per ciascuna delle due classi su cui opera, oltre al presidente.

La riunione di ieri è trascorsa senza intoppi, a parte il solito ritardo nella possibilità di accedere alla piattaforma informatica ministeriale e la necessità di sostituire i pochi commissari assenti.

Nella riunione preliminare sono state esaminate le relazioni dei professori contenute nel documento del consiglio di classe ed è stato compilato il calendario delle operazioni. In qualche caso le commissioni sono state riconvocate per oggi, allo scopo di completare i lavori.

Domani i candidati prenderanno posto alle 8 nelle aule e negli altri locali predisposti per le prove scritte. Sarà, come sempre, un avvio morbido. Infatti la prova di italiano, comune a tutti gli indirizzi, continua a non suscitare apprensione.

Il ministero s’è limitato a sopprimere la terza traccia, quella di storia, che era la meno gettonata fra le quattro previste fino all’anno scorso.

Ora si può scegliere fra tre temi, che diventano sette, come in passato, considerando le varianti. Infatti la tipologia A prevede la possibilità di scegliere fra due diversi testi letterari dall’Unità d’Italia ad oggi da analizzare e commentare. La B (analisi e produzione di un testo argomentativo) è suddivisa in tre diverse tracce. La C (riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità) ne comprende due. In ogni caso non saranno proposti semplici titoli, ma ampi documenti compiuti su cui riflettere.

Giovedì si riproporranno, aumentate, le difficoltà della seconda prova, che rimane differenziata secondo l’indirizzo degli studi, ma verterà non più su una, ma su due discipline: matematica e fisica per gli indirizzi scientifici, due lingue straniere per i linguistici e così via.