Una frode fiscale da 26 milioni con cooperative e consorzi finti

Servivano per false fatturazioni e per evitare di versare  i contributi per i lavoratori che non risultavano dipendenti Nei guai una società di logistica

ROLO. Frodavano il fisco servendosi di cooperative e consorzi fantasma, sottraendo all’imposizione diretta 26 milioni di euro ed evadendo l’Iva per 4 milioni di euro. È il risultato più eclatante di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Reggio Emilia denominata “Aracne”, e portata a termine dal nucleo di polizia economico-finanziaria del comando di via Giuseppe Mazzini, che ha investigato la posizione fiscale di una importante società di Rolo operante nel settore della logistica di capi di abbigliamento e di numerosi altri soggetti economici, risultati essere cooperative e consorzi di comodo, utilizzati per mettere in atto cospicue frodi fiscali mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

I finanzieri hanno ricostruito un articolato sistema truffaldino realizzato attraverso la costituzione e la gestione di un vero e proprio reticolo (da qui il nome dell’operazione) di società cooperative, tutte attive nel settore della logistica e del facchinaggio, alle quali, attraverso due consorzi, venivano appaltate importanti attività logistiche, quali il confezionamento, la spedizione, il carico e lo scarico di merci, proprio da parte della società ispezionata.


I consorzi e le cooperative stesse, non avevano sede effettiva, struttura operativa, organizzazione interna e neanche la disponibilità di veicoli: si trattava di soggetti economici fittizi e quindi evasori totali.

Dall’ispezione condotta dalla Guardia di Finanza reggiana è emerso, infatti, che le società cooperative e i consorzi erano stati costituiti al fine di far risultare formalmente come loro dipendenti il personale che di fatto lavorava nella società verificata: il tutto attraverso fatture false emesse dalle cooperative ai consorzi e da questi alla società.

Il semplice ma articolato sistema, così ideato, ha consentito, non solo di evadere le imposte, attraverso l’uso sistematico di fatture false, ma anche di non versare i contribuiti previdenziali e assistenziali dei soci-lavoratori delle cooperative fantasma.

Sei persone sono state individuate e denunciate all’autorità giudiziaria: due della Provincia di Reggio Emilia, tre della Provincia di Catania e una della Provincia di Firenze.

Vengono loro contestati reati in relazione all’emissione e all’utilizzo di fatture false per operazioni inesistenti e all’evasione fiscale conseguente. —

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