Due grandi amici sul campo e fuori ora divisi dopo il terribile schianto

Francesco Rossi, 26 anni, non ce l’ha fatta. Daniele Tagliani, 28 anni, sta lottando contro la morte 

scandiano. Sono due vite dal cammino per molti versi comune, unite dall’amicizia, dallo stesso territorio e dalla passione per lo sport, quelle degli scandianesi Francesco Rossi, 26 anni, e Daniele Tagliani, 28 anni, l’unico sopravvissuto.

Un anno di differenza, ma un percorso molto simile, legato a Scandiano e all’amatissimo calcio. Tanto che, dopo essersi incrociati nei vari settori giovanili, si erano ritrovati a giocare insieme nella Vianese in questa ultima annata. Il connubio alla Vianese si era rilevato proficuo, in una squadra che i due hanno contribuito a spingere a pochissimi centimetri dalla seconda promozione in due anni: nel 2018 la società del paese collinare è passata dalla Seconda alla Prima Categoria e nell’ultima stagione ha sfiorato il nuovo salto, quello verso la Promozione.


Rossi era uno dei perni della formazione e Tagliani, arrivato dal Maranello, è uno degli attaccanti esterni più apprezzati. Prima di partire per la Romagna con l’amico Paolini, lunedì scorso Rossi e Tagliani erano stati a Viano per la classica festa di fine annata sportiva: una grigliata con decine di persone condita da cori, brindisi e un arrivederci. Con alcuni compagni si sarebbero dovuti ritrovare già oggi, in occasione del quadrangolare organizzato per celebrare il centenario della Scandianese Calcio, società da cui entrambi erano passati.

appassionato di tennis

Rossi, nato e cresciuto a Fellegara, aveva studiato a Reggio all’istituto Tricolore. Primogenito, abitava in centro, in via De Gasperi, insieme a mamma Piera e alle due sorelle di 17 e 21 anni. Proprio la mamma, ieri, si è recata in Romagna per il rito del riconoscimento, mentre la pagina Facebook di Francesco si riempiva di strazianti messaggi. “Fre”, come lo chiamavano gli amici, lascia anche una fidanzata.

Dopo il diploma aveva deciso di continuare la formazione in ambito sportivo, dedicandosi a Scienze Motorie così da poter ottenere patentini e licenze specializzate sia per lavorare nel calcio e nel tennis sia per poter insegnare. Da piccolo aveva iniziato a giocare nel settore giovanile della Scandianese, dove è rimasto in prima squadra – giovane promessa locale – per molto tempo. Da allora aveva girato in diverse squadre della collina e della montagna, per poi approdare due anni fa alla Vianese. Nel frattempo lavorava come istruttore di calcio con i bambini dello Sporting Chiozza, altra storica realtà locale, e non aveva mai abbandonato un’altra grande passione, il tennis, continuando a disputare con buoni risultati i vari tornei provinciali.

il sopravvissuto

Daniele “Dani” Tagliani, che vive con i genitori e il fratello Lorenzo, è stato raggiunto dai familiari all’ospedale di Cesena. Sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, non è fuori pericolo, ma i medici sono fiduciosi sulla sua possibilità di farcela.

Il 28enne è laureato in Economia e da diversi anni lavorava come formatore e “business coach” per la Beauty Training, una società di formazione e strutturazione aziendale specializzata nel settore estetico e delle acconciature. Scandianese doc, ha dato i primi calci alla Boiardo Maer, una società da tempo impegnata nel calcio e nel basket giovanile a cui è sempre rimasto legato. Anche ora, come l’amico Francesco, era impegnato come allenatore nelle varie formazioni di giovanissimi atleti. A livello personale, dopo alcune annate alla Scandianese, aveva cambiato diverse società disputando campionati in crescita e diventando uno dei nomi più ricercati del mercato dilettantistico. Nel 2018 la chiamata della Vianese, complice anche il legame con lo stesso Rossi. —

Adr.Ar.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI