Scacco Matto, il pm chiede l’ergastolo per Grande Aracri

La Dda di Catanzaro lo considera il mandante di 7 delitti. Chiesta la stessa pena per Martino che visse a Boretto

REGGIO EMILIA. Omicidi di vent’anni fa nel territorio crotonese collocati dalla Dda in una vera e propria guerra di ’ndrangheta e ieri in Corte d’assise d’appello di Catanzaro l’ennesima “puntata” del processo che intende far luce su quella mattanza.

Il procedimento è Scacco Matto, ma sembra non finire mai, visto che siamo al “bis” davanti all’organo di secondo grado dopo che due anni fa la Cassazione aveva ritenuto che fosse tutto da rifare per tre imputati.


E sempre ieri il pm Raffaella Sforza ha chiesto l’ergastolo per tutti e tre gli uomini alla sbarra. Due degli accusati hanno trascorsi nella nostra provincia, a partire dal 60enne Nicolino Grande Aracri (ha vissuto per tre anni nel Reggiano) che viene da tempo considerato il boss incontrastato dell’omonimo clan che proprio negli anni su cui a fatica sta cercando di far luce il processo riuscì a scalzare i Dragone dal controllo della cosca a Cutro (ma con conseguenze pure a Reggio Emilia). Il pm Sforza lo ritiene il mandante dei sette delitti (fra cui due di “lupara bianca”).

Rischia ora l’ergastolo anche il 48enne Vito Martino : pure lui ha avuto a che fare con la nostra provincia (ha abitato a Boretto) e i carabinieri di Reggio Emilia, dopo il suo arresto nel dicembre 2000, l’avevano descritto come un uomo dai continui spostamenti fra il Reggiano e Cutro. Martino sta scontando una condanna a trent’anni per l’assassinio di Antonio Simbari (ucciso il 22 settembre 1999 a San Mauro Marchesato), mentre ora pesa su di lui la richiesta del carcere a vita relativamente all’omicidio di Antonio Macrì (attirato in una trappola il 21 aprile 2000 a Cutro, per poi sotterrarne il corpo mai ritrovato).

Infine il 44enne Salvatore Nicoscia (di Isola Capo Rizzuto), considerato dagli investigatori antimafia un killer al pari di Martino. A Nicoscia l’accusa attribuisce la morte di Franco Arena e Francesco Scerbo (il 2 marzo 2000 a Isola Capo Rizzuto).

Richieste fatte ieri in una veloce requisitoria, ora il via – nella prossima udienza di fine maggio – alle arringhe dei difensori. —