Si lancia nel vuoto assieme al suo cane. Poche ore prima era morta la madre

La fine tragica di un 34enne di Ramiseto, Davide Marcucci, che si è buttato dalla Pietra abbracciato al labrador di famiglia

CASTELNOVO MONTI. L’ha fatta finita, abbracciato all’ultimo affetto sincero che, probabilmente, pensava gli rimanesse: quel labrador color miele che la sua mamma aveva voluto e allevato con tanto amore. Ieri notte ha messo il guinzaglio al suo cane, ha guidato nella notte fino alla Pietra di Bismantova, è salito in alto, poi ancora più su, ha stretto forte forte il suo amico al petto e, insieme, si sono lanciati nel vuoto.

Doppia tragedia


Una tragedia nella tragedia quella vissuta da Davide Marcucci, 34 anni, una vita passata sui monti, a Ramiseto, dove era nato, che ha deciso di tagliare il filo della sua vita poche ore dopo la morte della mamma, Nadia Bertoldi, 55 anni, ex operaia alla ditta ceramica Panaria, che per un anno ha combattuto contro un tumore che alla fine ha avuto il sopravvento. È morta in casa, in via Notari a Ramiseto, assistita da Davide che per starle accanto aveva smesso anche di lavorare. O forse Davide, ragazzo chiuso e schivo quanto il fratello Andrea, quel gesto estremo lo aveva pianificato da un po’: almeno da quando, pochi giorni fa, aveva deciso di vendere il cavallo che teneva da tanto tempo. Ma la fine, Davide lo sapeva, era ormai vicina.

Le ricerche sono partite quasi per caso: una pattuglia di carabinieri di Castelnovo Monti ha notato, ieri alle 7,30, una Fiat Panda parcheggiata in piazzale Dante, sotto la Pietra, con i lampeggianti accesi e nessuno dentro. I militari si sono avvicinati, la macchina era chiusa a chiave, ma su uno dei sedili hanno visto un foglio con poche parole scritte a mano: “Seppellite il mio cane nel giardino della casa di via ...” È bastata una manciata di minuti per sbrogliare la matassa e trovare il secondo biglietto di addio nella casa di via Notari, proprio quella dove poche ore prima era spirata Nadia. A quel punto la macchina dei soccorsi si è messa in moto, poderosa: carabinieri, vigili del fuoco, Soccorso Alpino e poi i volontari delle 118 e, alla fine, il furgone funebre dell’impresa Mammi.

Il luogo

I corpi sono stati trovati, dopo ore di ricerche, in un dirupo, in mezzo alla boscaglia fitta, sotto il sentiero che porta alla ferrata Nord. Gli esperti di montagna la chiamano l’area del “Pilone giallo”, dove arrivano le ferrate. Una zona che a Castelnovo Monti ha una fama sinistra: è il luogo dei suicidi, perché lì la montagna ha le pareti a picco. Davide, al buio, assieme al suo dolore e con il labrador al guinzaglio, ha risalito il sentiero fino ad arrivare in cima, alla terrazza di roccia che si affaccia sull’infinito. E lì ha assolto all’ultima compito: dire addio alla nonna anziana che vive col marito malato a poca distanza da via Notari. Un ultima telefonata prima del silenzio. —