Interdittiva alla Reggiana Gourmet. «Rischi di infiltrazioni mafiose»

Il provvedimento è stato emesso il 15 aprile a seguito di accertamenti, l’azienda ha fatto richiesta di accesso agli atti

REGGIO EMILIA  La Reggiana Gourmet, ditta con sede a Bagnolo in Piano e specializzata nella produzione di pasta e tortelli, non potrà più partecipare ad appalti pubblici. Almeno finché non presenterà ed eventualmente vincerà un ricorso al Tar contro l’interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Reggio Emilia.

ORIGINE DELLA VICENDA  Il provvedimento prefettizio risale al 15 aprile e trae origine da un appalto che la società bagnolese avrebbe dovuto stipulare con il Comune di Correggio. Come previsto dalle normative antimafia in tema di appalti pubblici, l’amministrazione correggere ha quindi richiesto alla prefettura la comunicazione antimafia, l’atto che avrebbe permesso, qualora non fossero emersi impedimenti, di stipulare il contratto con la Reggiana Gourmet.

Da Palazzo Allende sono quindi iniziate le verifiche necessarie per garantire l’assenza di infiltrazioni – o tentativi di infiltrazioni – mafiose all’interno dell’azienda.


GLI ACCERTAMENTI  Le verifiche della prefettura sono culminate con un verbale del nucleo interforze, presieduto dal viceprefetto, poi portato all’attenzione del prefetto Maria Grazia Forte. Ed è proprio in questo verbale che sono contenute le informazioni che, poco dopo, hanno portato alla firma dell’interdittiva antimafia. Motivazioni legate al vecchio proprietario della Reggiana Gourmet, Mirco Salsi, condannato in primo grado nel maxi processo Aemilia a 4 anni e sei mesi.

L’azienda è poi passata di mano ed è stata rilevata da alcuni ex dipendenti e dallo stesso figlio di Salsi, Gianluca, attualmente indagato assieme al padre nell’inchiesta Octopus: per entrambi l’accusa è di associazione a delinquere. Secondo quanto ricostruito nell’interdittiva, però, i rapporti di Salsi padre con la Reggiana Gourmet non sarebbero cessati ma andrebbero avanti tramite due società, la srl Albachiara e la Immobiliare Salsi, proprietaria dell’immobile di circa duemila metri quadri in cui ha sede lo stabilimento bagnolese.

Elementi ritenuti sufficienti per stabilire la «sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa», come stabilito dall’articolo 89bis del Codice antimafia.

LE CONSEGUENZE Premesso che l’interdittiva prefettizia antimafia, essendo misura a carattere preventivo, prescinde dall’accertamento di singole responsabilità penali, le conseguenze di questo atto per la Reggiana Gourmet sono tutt’altro che secondarie.

La società, attualmente, non può più partecipare ad appalti pubblici e gli è preclusa l’iscrizione nella “White list”. Spetterà ora alla proprietà, che ha già fatto richiesta di accesso agli atti, decidere se presentare ricorso al Tar di Parma. —