Reggio Emilia, lettera di minacce alla consigliera M5s Guatteri: indaga la Digos

Missiva intimidatoria indirizzata alla capogruppo M5s, candidata alle Europee: «Frasi farneticanti, non mi faccio intimidire»

REGGIO EMILIA.Conosce dove abita e il nome dei suoi familiari. E cita particolari inquietanti, lanciando preoccupanti e pesanti minacce. Una lettera intimidatoria è stata recapitata alla capogruppo M5s in Sala Tricolore e candidata alle prossime elezioni Europee, Alessandra Guatteri. L’autore della lettera è anonimo. Ma, secondo quanto finora ricostruito, ha inserito nel testo della missiva precisi riferimenti della vita privata dell’esponente M5s, che ieri si è subito recata in Questura per presentare denuncia.

Nel testo sono contenuti particolari che gettano un alone di grande preoccupazione, dal momento che molte delle frasi minatorie lascerebbero supporre che il suo autore abbia preso nel corso del tempo informazioni numerose e precise sulla vita della consigliera comunale.

Una normale busta postale, con nome, cognome e indirizzo della Guatteri. Il testo – contenuto su due fogli e in quattro facciate – è scritto per metà a mano, con una calligrafia che appare delirante almeno quanto il suo contenuto, tutta in stampatello maiuscolo. Nella lettera si fanno riferimenti a brutali violenze e sarebbe contenuta anche una cartina dell’Italia, con alcuni luoghi segnati sulla mappa il cui significato tuttavia è di difficile decifrazione.

La lettera sarebbe stata spedita da Bologna. È questo uno dei dettagli ai quali si sarebbe risaliti finora attraverso il timbro presente sul francobollo postale. Sulle indagini c’è il massimo riserbo. Ed è ancora da chiarire se le minacce siano riferite esclusivamente all’attività politica dell’esponente M5s (sulla quale non mancano riferimenti) oppure se la lettera sia l’azione solitaria di qualche pericoloso mitomane. È stata la stessa Guatteri, dopo la presentazione della denuncia, a rendere noto parte delle minacce di cui è stata oggetto.

«Ho ricevuto – fa sapere – a casa una lettera in parte dattiloscritta e in parte manoscritta anonima piena di minacce e insulti contro di me e la mia persona, i miei familiari, oltre a frasi violente e farneticanti contro gli attivisti del Movimento 5 Stelle (“randelli di metallo con bulloni sporgenti e colpire orgogliosamente tutti quelli che appartengono ai 5 stelle”) , le varie forze dell’ordine, magistrati ed immigrati. Ho immediatamente avvertito la Digos e presentato regolare denuncia alla Polizia di Stato che ringrazio per l’attenzione dimostrata a tutela soprattutto della mia famiglia e dei miei figli. Personalmente non ho certo paura di parole farneticanti come queste».