Udienze aperte agli studenti è accolta la richiesta di Libera

La Corte di assise autorizza la presenza di una classe alla volta L’associazione antimafia: «Grande interesse sui processi di Aemilia» 

L’ORDINANZA

Porte aperte del processo anche agli studenti. Alla richiesta in tal senso avanzata in avvio da Daniele Borghi – referente regionale dell’associazione antimafia Libera – non si sono opposti gli avvocati difensori e sul finire dell’udienza la Corte ha autorizzato la presenza di una classe alla volta, di quarta o quinta superiore. «C’è un grande interesse delle scuole ad assistere ai processi del sistema Aemilia» commenta Borghi che poi sottolinea come le 195 udienze del processo Aemilia siano state seguite da 3.008 studenti. Ragazzi delle superiori, non solo emiliano-romagnole, ma anche da Marche, Veneto, Lombardia e Trentino (con richieste anche dalla Toscana). A cui vanno aggiunti gli studenti delle Università di Modena e Reggio, Bologna e Trento. L’iniziativa di Libera rientra nel progetto “Educazione alla legalità e alla cittadinanza responsabile” che culmina, dopo adeguata preparazione in classe, con la partecipazione alle udienze.


Con l’occasione Borghi commenta anche le motivazioni della sentenza della Cassazione sul rito abbreviato del processo Aemilia: «Dimostrano ulteriormente la pericolosità della ’ndrangheta in regione, già sostenuta con forza dalla Procura Generale nell’impianto accusatorio. Sin dall’inizio Libera si è costituita parte civile nell’ambito del procedimento, proprio per ribadire quanto la ’ndrangheta leda e soffochi i diritti della società civile e responsabile. Come Libera proseguiremo nel nostro lavoro quotidiano fatto di impegno e responsabilità, forti di questo importante risultato. Le infiltrazioni mafiose, che interessano questo territorio come ormai la maggior parte delle zone del Paese, si contrastano con la repressione e gli strumenti giudiziari, ma il primo strumento rimane il risveglio delle coscienze, l’orgoglio di una comunità che antepone il bene comune alle speculazioni e ai privilegi, contrastando in tutte le sedi la criminalità organizzata. Per questo motivo abbiamo deciso di costituirci parte civile anche nel procedimento “Aemilia 1992”, per continuare l’attività di partecipazione e presenza responsabile dentro e fuori le aule di giustizia, per immaginare queste ultime come luoghi abitati dai cittadini che vogliono esercitare il diritto di partecipazione».

T.S.