Dopo sei anni, il taglio del nastro della variante di Ponte Rosso

I 1250 metri della varinate di Ponte Rosso

Catselnovo Monti, istituzioni e cittadini all’inaugurazione dell’infrastruttura grazie alla quale si aggira il tratto più pericoloso della 63

CASTELNOVO MONTI. «Ce l’abbiamo fatta». Dopo sei anni di lavoro, segnati da blocchi, interruzioni, fallimenti, la variante del Ponte Rosso a Castelnovo Monti è completata e a disposizione di tutti gli automobilisti. Il viadotto taglia fuori il tratto più delicato della statale 63, prima di Castelnovo. Si tratta di alcuni chilometri di curve strette e pendenze che nei decenni hanno generato tantissimi problemi soprattutto in inverno, quando la neve bloccava mezzi pesanti e auto.

Il viadotto.Un percorso senza alternative, almeno fino a oggi. D’ora in poi, arrivati alla Croce, si potrà invece usare il viadotto: dopo oltre un chilometro di strada, si arriva a una prima rotonda da cui si può scegliere se scendere alla zona sportiva o se risalire definitivamente verso il centro del paese, lungo via Micheli, reimmettendosi nel flusso. Occorrerà qualche tempo perché tutti si abituino e perché il traffico si adegui, in particolare negli orari delle scuole, ma il salto avanti è notevole, oltre che parecchio atteso. Da quasi un anno, la parte inferiore della strada era attiva e aperta, ieri è stata aperta la seconda sezione, quella più lunga e difficile, perché realizzata lungo una salita piuttosto fragile dal punto di vista idrogeologico.

Il completamento della variante è una buona notizia per tutto il distretto. E che la festa non sia stata solo di Castelnovo, è stato chiaro vedendo i presenti. Abitanti, sindaci, amministratori e addetti ai lavori dell’intera montagna hanno presenziato al taglio del nastro, davanti alla rotonda, in un bel pomeriggio di sole e di vento forte proprio sotto alla Pietra di Bismantova.

I rappresentanti delle istituzioni tagliano il nastro dell'opera

L’inaugurazione. La cerimonia – accompagnata dalla musica della banda di Felina – ha visto protagonisti i rappresentanti dei tre enti coinvolti: Comune di Castelnovo, Provincia di Reggio e Regione, rispettivamente con il sindaco Enrico Bini, il presidente Giorgio Zanni e del sottosegretario alla presidenza regionale Giammaria Manghi, ex presidente della Provincia. Assente giustificato il presidente della Regione Stefano Bonaccini, convocato a Roma dal premier Conte per un incontro – prolungatosi oltre il previsto – sulle infrastrutture e le grandi opere.

Presente fra il pubblico anche Sonia Masini, ex sindaco di Ramiseto e presidente della Provincia nel 2013, al momento dell’avvio del progetto. Il lavoro della Masini e di Manghi, ritrovatosi ad inaugurare la variante in un’altra veste, è stato ricordato da Zanni nel suo intervento. «A me è toccato calciare il calcio di rigore, con il portiere già tuffato da un lato – ha detto –. Molto lavoro è stato fatto da chi mi ha preceduto, qui parliamo di un progetto da 9 milioni di euro, cifra non da poco, e dimostra l’attenzione che nel nostro territorio si dedica alle infrastrutture. Noi, Comune e Regione ci siamo –ha concluso – aspettiamo anche lo Stato per ragionare anche su altre questioni».

Il rendering dell'intervento

Stessa lunghezza d’onda per gli altri due relatori. Manghi ha ricordato la fase di governo della Provincia nella quale è stato necessario trovare nuove risorse, dopo il calo brusco di disponibilità, causati dalla cosiddetta “spending review”. Il sindaco Enrico Bini, padrone di casa, ha ricordato invece le tante realtà che hanno contribuito a far arrivare al traguardo «un progetto che ormai era diventato un mezzo miraggio, sino all’ultima e decisiva accelerazione». Dopo gli interventi, il parroco castelnovese don Giovanni Ruozi ha benedetto la rotonda prima del taglio del nastro, con Bini, Manghi e Zanni affiancati dal delegato provinciale alle Infrastrutture Andrea Carletti. —