Il Comune si schiera contro l’associazione che vuole curare i gay

Approvata la mozione Pd contro l’organizzazione Courage Il gruppo propone terapie per guarire dall’omosessualità

reggio emilia. Terapie e gruppi in perfetto stile “alcolisti anonimi” per guarire dall’omosessualità? Reggio Emilia dice no grazie. Con una mozione presentata come primi firmatari dai consigliere Pd Dario De Lucia e Christian Vergalli e approvata ieri in consiglio comunale, la giunta si è infatti impegnata a «esprimere la distanza dell’amministrazione e della comunità reggiana rispetto ad associazioni che nel nostro territorio vogliano far apparire l’orientamento omosessuale come un difetto o un problema di cui doversi liberare e curare».

ultra cattolici


Il riferimento dei due esponenti Dem è scritto nero su bianco nel testo della loro mozione: l’associazione “Courage”, un gruppo ultra cattolico con circoli in tutto il mondo e attivo, dal dicembre del 2015, anche a Reggio Emilia con un solo unico obiettivo: «Incoraggiare i membri di questo gruppo ad astenersi dal sesso e vivere una vita casta secondo gli insegna menti della Chiesa».

Fin qui nulla di male se non fosse che, per gli adepti di Courage, questa è una medicina che si deve applicare all’omosessualità come se fosse una malattia o una dipendenza e, per questo, curabile: «Ho attrazioni omosessuali e m’impegno seriamente a vivere una vita casta», è il mantra dell’associazione. Come? Attraverso i 12 passi per il recupero che (come viene riportato sul sito di Courage Italia) sono in tutto e per tutto identici (basta sostituire alcol con sesso) ai 12 passi originali degli Alcolisti Anonimi. Ed è proprio da questi assunti che nasce il secondo impegno preso dalla giunta con la mozione approvata ieri: «Valutare se negli obiettivi perseguiti e nei metodi praticati da tali associazioni possano esistere profili di rilevanza penale e, in caso affermativo, ad attivarsi affinché tali comportamenti vengano sanzionati dalle autorità competenti».

e la diocesi?

Una mozione che, quindi, parrebbe impegnare il Comune a interrogare la stessa diocesi reggiana visto che questi circoli ultra cattolici fondati da Courage sono guidati da un prete messo a disposizione dalla Curia dopo avere avuto l’approvazione del Pontificio consiglio per la famiglia. —

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