Due milioni e mezzo per trasformare l’ex casa di riposo nel museo dei naïf

Pronta la gara d’appalto per il primo stralcio dei lavori Il sindaco: «Prevista anche una galleria commerciale»

LUZZARA. È pronta la gara per assegnare i lavori del primo stralcio del recupero dell’ex casa di riposo di Luzzara. Con quasi 2,5milioni di euro, infatti, in quella che è la parte storica dell’edificio, che sovrasta i portici di via Avanzi e che un tempo ospitava alcuni esercizi commerciali e sedi di partito, sarà trasformata nel nuovo museo delle arti naives e in spazi per le associazioni locali. Al pianterreno, inoltre, proprio sotto i portici, ci saranno locali con destinazione commerciale.

«Si tratta di un’opera importante – spiega il vicesindaco Elisabetta Sottili – che una volta completata cambierà volto al centro del paese. L’idea di trasferire il museo in centro muove dalla volontà di valorizzare al meglio l’enorme patrimonio di opere che si è costituito negli anni del Premio inventato da Cesare Zavattini, ma anche di rivitalizzare il cuore del paese: portare il pubblico che parteciperà alle iniziative culturali può avere benefiche ricadute anche sugli esercizi circostanti l’ex casa di riposo».


Un progetto dunque pensato per ridare vita al centro. L’intervento di restauro procede per stralci, come ha spiegato il sindaco di Luzzara Andrea Costa. «La prima parte dell’intervento riguarda l’ala storica del palazzo, dove sarà realizzata una sala civica per esposizioni, attività culturali e incontri pubblici. Al pian terreno sono previsti spazi commerciali. Al secondo piano troveranno spazio le associazioni».

L’ex casa di riposo fu pesantemente danneggiata dal sisma del 2012; era abbandonata e in stato di degrado da molti anni prima del terremoto. «Dedicare spazi alle associazioni significa creare le basi per delle sinergie tra l’attività del museo e il volontariato – continua Costa –. Mentre creare dei locali per eventuali nuovi negozi può significare la creazione di una galleria commerciale».

I lavori, se non ci saranno intoppi burocratici, potrebbero iniziare nell’estate di quest’anno. —

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