«Le statue? Fissate a regola d’arte 18 anni fa»

Parla lo scultore mantovano Andrea Zangani che realizzò Peppone e don Camillo  «Guareschi da questo episodio avrebbe ricavato un nesso umoristico»



Se c’è qualcuno che conosce bene la statua di Peppone, fresca protagonista di una caduta in piazza Matteotti la mattina dell’ultimo dell’anno, è chi l’ha realizzata. Si tratta dello scultore mantovano Andrea Zangani, che realizzò le statue di don Camillo e Peppone nel 2001, in occasione del 50esimo anniversario del primo film della saga che ha avuto Brescello come set.


LA CADUTA

Zangani ha appreso dalla Gazzetta l’accaduto e una volta messo al corrente ha subito telefonato al presidente della Proloco, Gabriele Carpi, con i quali è rimasto in ottimi rapporti dopo che la sua idea delle statue era stata “sposata” e messa in atto. «Sono certo che se Guareschi avesse assistito a un episodio come questo – racconta Zangani – ne avrebbe ricavato un nesso umoristico come solo lui sapeva fare. Sono sempre stato un suo grandissimo ammiratore e sono molto affezionato a Brescello, rimasta nel suo aspetto quasi intatta rispetto alle scene del film. A questo paese mi lega uno dei ricordi più belli della mia vita».

Zangani prova a motivare le ragioni che hanno portato alla caduta della statua di bronzo. Sia don Camillo che Peppone – aggiunge – pesano circa due quintali, anche qualcosa di più. Non so come sia potuto succedere, le statue sono rette da dei perni conficcati nel terreno, ben ancorate al telaio interno. Non si è verificato un distacco metallico, è dunque possibile che il problema sia stato sulla base. L’importante è che nessuno si sia fatto nulla, sarebbe stata una macchia su questa bellissima storia. Ricordo che a suo tempo per collocarle venne utilizzata una gru, e che per posizionarle al terreno venne incaricata una fonderia. Il lavoro venne fatto a regola d’arte, ne sono certo: probabilmente a causare l’incidente è stata qualche movimento anomalo, di più non saprei dire, diciotto anni sono un periodo lungo ma non esagerato, in termini di usura». «Quando ho sentito Carpi ho dato la mia disponibilità per la riparazione, ma mi ha detto che nel giro di qualche giorno Peppone tornerà regolarmente al suo posto» conclude.

IL PROGETTO

Da anni le statue di Zangani – che qualche anno dopo realizzò anche la statua di Tazio Nuvolari a Castel d’Ario – sono le “prede” preferite delle migliaia di turisti che ogni anno affollano Brescello, molti dei quali le abbracciano, a volte fin troppo calorosamente.

«Tanti anni fa capitai a Brescello per un giro turistico – racconta lo scultore, originario di Castiglione delle Stiviere ma oggi residente nel Bresciano e trascorre diverso tempo all’estero per lavoro – e appresi che stavano pensando di celebrare il cinquantesimo del primo film con qualcosa di speciale. Allora presentai la mia idea, e ricordo che davanti ai brescellesi chiesi: “Se foste dei turisti, cosa vorreste fare a Brescello?”. Loro non seppero rispondere e ci pensai io. Dissi: “Incontrare don Camillo e Peppone”. E così nacque l’idea delle due statue che si salutano a distanza guardandosi negli occhi». «Sono davvero molto felice di aver vissuto questa avventura a Brescello, la porterò sempre con me» conclude. —