È rimasto tutto come prima... Forza, riproviamoci nel 2019

Dai nuovi parcheggi alla Mediopadana fino alla Reggia di Rivalta e la diga di Vetto.Fra rendering e promesse quasi nessun cantiere è ancora stato finito (o iniziato)

REGGIO EMILIA. Il territorio reggiano è senza dubbio una realtà in perpetuo movimento. Fra cantieri, progetti, rendering e riqualificazioni, l’idea del rinnovamento è una costante che tocca tutti gli ambiti, dalla mobilità alle infrastrutture, dalla cultura all’economia. Un cambiamento del quale, tuttavia, ancora non si vede una conclusione.

Poco meno di un anno fa, il 3 gennaio 2018, la Gazzetta aveva selezionato quindici opere fra le più rilevanti, attese e annunciate dagli amministratori reggiani nel corso dei mesi o, talvolta, dei decenni. . Operazioni vere, opere pubbliche, lavori il cui inizio – o la cui fine – è stato garantito. E, pur comprendendo la vita difficile dei Comuni, fra crisi economica e cittadini sempre più impazienti e intolleranti, a un anno da quelle pagine poco o nulla è cambiato.

Partendo dalle opere più pragmatiche, l’ampliamento del parcheggio della stazione Mediopadana è ancora lontano a vedersi. O meglio, è stata aggiunta una spianata sterrata e provvisoria ma del cantiere da un milione e 100mila euro, che oltre a 400 nuovi stalli prevede sbarre, nuove alberature e corsie preferenziali, non si vede ancora nulla.

Restando in tema mobilità, il sogno dei residenti di Santa Croce è ancora tale: un sogno. L’abbattimento del muro di viale Ramazzini, che taglia in due un intero quartiere, per ora è solo in calendario. Una demolizione che sembra comunque certa dopo la marcia indietro del governo a ottobre e il ripristino del bando periferie, ai cui fondi è legato non solo quel progetto ma anche tutto il piano di riqualificazione delle ex Officine Reggiane, che ha rischiato di saltare. E invece, promette il Comune, fra poche settimane il Capannone 18 sarà inaugurato e aperto a tutta la città.

Un altro mostro che rimane lì dov’è, dopo il naufragio del progetto di trasferirlo parzialmente a Rubiera, è il sovrappasso di Cella: le caratteristiche tecniche dell’opera, in quel caso, non ne consentivano il riuso. Per quanto riguarda invece la bretella di Rivalta il sindaco di Reggio Emilia ha garantito che a gennaio verrà approvato il progetto esecutivo della Tangenziale, a seguito del quale partiranno le procedure sul bando di gara. E l’avvio dei lavori? I tempi dettati dall’iter burocratico sono ancora piuttosto lunghi.

Restando in ambito rivaltese, molto discusso e probabilmente da rivedere è il progetto di riqualificazione della Reggia, finanziato con i fondi del Ducato Estense. Milioni con i quali sono già partiti i due cantieri di piazza Gioberti e piazza Roversi, non meno criticati dai residenti.

Una piazza che sembra non veder mai la luce – letteralmente – è invece piazza Martiri del 7 Luglio: da anni avvolta dal buio quando cala la notte, la sostituzione di alcuni faretti e l’aggiunta di altri non è purtroppo bastata a renderla più luminosa.

Sono partiti, e il sindaco garantisce che saranno conclusi «in qualche mese», i lavori per l’Arena Campovolo, l’ambizioso progetto che creerà a Reggio Emilia la più grande struttura all’aperto dedicata alla musica di tutta Europa. Ancora tutto fermo – ma i tempi sono stati stabiliti definitivamente – per quanto riguarda il Mire,il reparto di Maternità infantile di Reggio Emilia: l’assegnazione dei lavori verrà attuata attraverso una gara europea nel 2019, quindi verrà avviato il cantiere la cui prima pietra sarà posata nel 2020.

Dunque la conclusione dei lavoro, salvo imprevisti, nel corso del 2024. Fumoso più che mai il destino di uno dei progetti più discussi, dimenticati e ridiscussi del territorio reggiano: la diga di Vetto. Proposta come la soluzione a tutti i problemi idrici della Val d’Enza, resta la momento un miraggio.

Segnata da dissidi fra il Governo, l’ex ministro Delrio e il concessionario Autostrade è invece la realizzazione della tangenziale di Rubiera, che toglierebbe il transito di camion dal centro del paese e che è legata all’intervento da mezzo miliardo di euro per la Campogalliano-Sassuolo. Siamo, ancora, all’avvio di «tavoli di confronto».

Tutto fermo, ma con più speranze, il progetto della tangenziale Nord nel trattato compreso tra San Prospero e Corte Tegge:l’esecutivo è stato approvato il 19 luglio e si attende il bando di gara per l’inizio dei lavori. Paralizzato anche il cantiere per la tangenziale di Novellara, in attesa di un pronunciamento del Consiglio di Stato su un contenzioso con alcuni proprietari terrieri.

È andata deserta, invece, l’asta per la cessione dei capannoni dell’Ente Fiera. E mentre alla società Terminal One è stato prorogato per la seconda volta l’affitto del ramo relativo alle manifestazioni fieristiche, il futuro dell’area è assai fumoso. Conclusi, infine, i lavoro alla scuola Gobetti di Scandiano: gli alunni sono fuori dai container. —

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