Capodanno senza petardi ad Albinea, il Comune ne vieta l’utilizzo

L’ordinanza sindacale  è già stata emessa e resterà in vigore il 31 e il primo gennaio: niente botti in tutte le aree pubbliche

ALBINEA. Petardi vietati a Capodanno nelle aree pubbliche albinetane. . In vista dei festeggiamenti per l’arrivo del 2019, con relativi botti, il Comune di Albinea ha emanato un’ordinanza pensata per tutelare persone e animali dai danni che i fuochi d’artificio possono provocare se usati con poca prudenza.«Il documento nasce dalla consapevolezza che botti, petardi e fuochi d’artificio – spiegano in Comune – anche se ammessi alla libera vendita al pubblico, possono causare lesioni e gravi danni fisici sia a chi li maneggia sia a chi ne venga eventualmente colpito, mettendo quindi a rischio l’incolumità delle persone».

L’ordinanza è valida per le intere giornate di lunedì 31 dicembre 2018 e di martedì 1 gennaio 2019, nell’intero territorio comunale ed è in vigore in piazze, parchi pubblici, strade e parcheggi, così come in tutti i luoghi aperti dove transitino o siano presenti persone. Anche chi usa petardi in zone private è tenuto ad un utilizzo prudente che non metta in pericolo persone e animali. Le sanzioni amministrative per le violazioni vanno dai 100 ai 500 euro.


A RUBIERA. Per il momento, è la sola ordinanza che si segnala nel territorio provinciale.In altri Comuni hanno optato per una misura più soft, come le campagne di sensibilizzazione.Lo ha fatto ad esempio il Comune di Rubiera, dove è stato diffuso un volantino - anche via social network - in cui sono indicati, a monito, i rischi dell’utilizzo dei botti: nel corso del 2018 sono stati 212 i feriti in Italia a causa di questo modo di festeggiare.

«Se, anche con materiale pirotecnico legale, si danneggiano persone o animali, che spesso sono particolarmente sensibili, si rischiano conseguenze civili e penali. Non iniziare il 2019 in pronto soccorso. Usa il capo e non far danno» è il testo del volantino che il sindaco Emanuele Cavallaro ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, sempre molto attiva e anche in questo caso ha lanciato un chiaro monito. —