Anziano contromano in autostrada centra alcune auto, si schianta e muore

Nino Dallarosta aveva 81enne. Cinque i feriti. L’incidente tra Campegine e Parma. A1 chiusa per 4 ore, 11 chilometri di coda

ALBINEA. È un uomo di 81 anni, Nino Dallarosta, residente in via Nobili a Bellarosa, la vittima dell’incidente che ieri ha provocato la chiusura della corsia Nord dell’Autostrada del Sole, tra i caselli di Terre di Canossa-Campegine e Parma, tra le 14.50 e le 19. L’uomo, a bordo di una Opel Meriva, stava percorrendo la corsia Nord dell’A1, quindi in direzione di Milano, quando si è fermato in un’area di sosta nei pressi dell’area di servizio San Martino Est, in territorio parmense.



L’inversione a “U”

Da qui è ripartito, ma ha fatto una inversione a “U”, imboccando la corsia autostradale contromano. Ha percorso così poche centinaia di metri andando incontro ai mezzi che viaggiavano in direzione di Milano.

Inevitabile lo scontro, avvenuto al chilometro 114. Prima la Meriva ha sfiorare una gazzella dei carabinieri, poi in successione altre tre auto, contro l’ultima delle quali è avvenuto l’impatto devastante, tanto che l’altra macchina si è ribaltata su un fianco finendo contro il guardrail in cemento. La violenza dello schianto è stata fatale per l’anziano, e niente hanno potuto i sanitari, arrivati sul posto nel giro di pochissimi minuti con diversi mezzi, ambulanze e automediche.

Gli altri automobilisti coinvolti, compresi i carabinieri, sono usciti miracolosamente illesi, oppure con ferite non gravi. Cinque, comunque, i feriti.

La dinamica dell’accaduto è stata ricostruita dagli agenti della polizia stradale di Reggio Emilia, intervenuti in forze sul luogo dell’incidente, coordinati dal comandante Ettore Guidone. In A1 sono arrivati anche i vigili del fuoco, che hanno provveduto alla messa in sicurezza delle auto.

Lunghe code

A causa dello schianto si sono formate code lunghissime: fino a undici chilometri in direzione di Milano, e cinque chilometri in direzione di Bologna – a causa degli automobilisti che rallentavano incuriositi dall’incidente – tra l’innesto con la A15 Parma-La Spezia e il casello Terre di Canossa. Per la viabilità tra Nord e Sud Italia è stata la paralisi.

La chiusura

La corsia Nord è stata chiusa con l’obbligo di uscita al casello Terre di Canossa, ma da Autostrade per l’Italia il consiglio era di uscire direttamente a Reggio Emilia, con inevitabili ripercussioni anche per la viabilità ordinaria.

Chi viaggiava in direzione di Milano, dopo l’uscita obbligatoria di Terre di Canossa, poteva percorrere la statale 9 Emilia e rientrare in autostrada a Parma. Per le lunghe percorrenze il consiglio era di percorrere la A22 Brennero-Modena per poi rientrare sulla A4 in direzione Milano. L’autostrada è stata riaperta alle 19.

Le indagini

Intanto sul luogo dell’incidente gli agenti della polizia stradale hanno proseguito il loro lavoro di repertazione. La salma di Dallarosta è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Parma. —

Chi era

Nino Dallarosta era nato a Reggio Emilia il 1° marzo del 1937. Abitava assieme alla moglie in via Nobili a Bellarosa di Albinea. Ormai in pensione da una decina d’anni, dopo il lavoro come tornitore, passava le giornate in famiglia e seguendo le sue passioni. 

Era uscito di casa nella mattinata di ieri, intorno alle 9.30, per andare a rinnovare l’assicurazione dell’auto. Alle 12.30 la moglie, non vedendolo rientrare, ha telefonato all’agenzia assicurativa, ma da lì il marito era già passato. La preoccupazione è cresciuta con il passare delle ore, e i famigliari hanno anche dato l’allarme alle forze dell’ordine, fino alla drammatica comunicazione, da parte della Polstrada, di quanto era avvenuto.
Era un amante delle bici da strada, attività che di recente aveva messo in secondo piano. Non aveva però smesso di seguire l’altro suo “grande amore”: l’Inter. 
 
Padre e nonno, è ricordato dai famigliari con affetto, anche come grande estimatore di miele, da lui stesso prodotto. Nino lascia la moglie, i figli Andrea e Angelo e quattro nipoti.