«Le ex Reggiane non sono più una zona franca senza controllo»

Il comitato per l'ordine e la sicurezza traccia un bilancio sull’intervento nella vasta area. C’è ottimismo sul prosieguo dello sgombero degli abusivi

REGGIO EMILIA. «Alle ex Officine Reggiane c’è stato un miglioramento significativo dello stato di fatto. Abbiamo evitato che l’area diventasse una zona franca senza controllo». Così il prefetto Maria Grazia Forte ha sintetizzato il summit svoltosi ieri mattina in corso Garibaldi per fare il punto sulla storica area industriale diventata rifugio di senzatetto e sbandati, con notevoli problemi di ordine pubblico.

IL BILANCIO


Durante una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica – presieduta dal prefetto alla presenza dei vertici provinciali delle forze di polizia, dei vigili del fuoco e del sindaco di Reggio – le istituzioni hanno fatto il punto sulla tanto invocata bonifica, evidenziando la pulizia e il tombamento dei capannoni (solo quelli di proprietà del patron Luciano Fantuzzi, sulla via principale dell’area), il costante monitoraggio delle forze dell’ordine e soprattutto l’uscita accompagnata degli stranieri senza dimora: erano un centinaio al giorno, ora sono una sessantina coloro che sono stati convinti dai Servizi sociali comunali a traslocare in alloggi messi a disposizione per le fasce deboli.

«Nessun nuovo ingresso, due espulsioni e, tra i sessanta occupanti rimasti, due terzi risultano regolari e stanziali per condizioni di estrema povertà», ha affermato il Comitato, che trovandosi di fronte a una maggioranza di regolari con permesso di soggiorno è ottimista nel prosieguo dello svuotamento.

La polemica era scoppiata nell’ottobre scorso quando, nonostante gli annunci lanciati dalle autorità sulla prossima chiusura dell’area in giugno (all’inizio della rimozione di tonnellate di rifiuti di Iren) e addirittura in aprile (quando l’ingresso di via Agosti era stato chiuso con piloni di cemento armato), era accaduto l’ennesimo fatto di sangue: un inseguimento durato circa 300 metri e un pestaggio – a suon di spranga e di parte di una tapparella – consumatosi nella zona dello stabile ex Piscine, con tre nigeriani finiti all’ospedale senza documenti. Un episodio che aveva mostrato come poco fosse cambiato nell’area degradata, se non uno spostamento dei senza dimora dai capannoni sulla via principale a quelli laterali, sul lato di piazzale Europa.

LA RISPOSTA

A distanza di qualche mese, il Comitato ha replicato, dati alla mano, che le autorità non sono rimaste con le mani in mano e che il processo di svuotamento, seppur lento poiché legato alla volontarietà dei singoli occupanti, è continuato. «Il tavolo ha svolto un monitoraggio sotto il profilo sociale e della legalità – ha comunicato la prefettura – Dopo la conclusione dei lavori di bonifica e di interdizione dell’area svolti dal Comune, sono stati, da diversi mesi, intensificati i servizi di sicurezza, anche mediante mirati controlli. Le strategie elaborate hanno consentito di dare un segnale di discontinuità rispetto al passato, tant’è che non sono stati registrati nuovi “ingressi”. Visto il buon esito dei dispositivi adottati, che hanno comportato tra l’altro sequestri di stupefacenti e recupero di refurtiva, il Comitato ha deciso la prosecuzione delle misure in atto, con aggiornamento fra tre mesi. L’amministrazione comunale si è impegnata a continuare a seguire le persone in stato di bisogno, cercando di individuare soluzioni idonee».

Il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, ha aggiunto: «Si è fermato il crescendo di presenze, un risultato raggiunto grazie al fondamentale lavoro di istituzioni, forze dell’ordine e del privato sociale. La strada è tracciata: proseguiremo con controlli e percorsi di inclusione». —