Alle ex Reggiane il nuovo comando dei vigili del fuoco

Reggio Emilia: intervista a Salvatore Demma, comandante provinciale dei vigili del fuoco, nel giorno in cui i pompieri celebrano la loro patrona Santa Barbara

REGGIO EMILIA. «Un nuovo comando dei vigili del fuoco alle ex Officine Reggiane, sul lato di via Agosti, in un edificio antecedente la seconda guerra mondiale, da ristrutturare. Ci sto lavorando da un anno, c’è il parere positivo del sindaco Luca Vecchi».

Lo ha dichiarato il comandante dei vigili del fuoco di Reggio, Salvatore Demma, ai margini della cerimonia di Santa Barbara, la patrona dei pompieri, celebrata ieri mattina nella chiesa di San Francesco. La quinta celebrazione reggiana targata Demma, arrivato nella nostra città nel settembre 2014.


Comandante, perché un nuovo comando?

«L’attuale comando provinciale di via della Canalina, oltre ad essere angusto, si trova in una zona troppo urbanizzata e trafficata, con difficoltà in entrata e uscita per i nostri mezzi. Da tempo si ventila l’idea di un’altra dislocazione. L’ipotesi che potrebbe concretizzarsi è quella delle ex Reggiane: una posizione baricentrica sia per la città sia per la periferia e le grandi vie di scorrimento. L’edificio che si sta prendendo in considerazione è affacciato su via Agosti, accanto ai cancelli storici. Tra l’altro mi piace l’idea di non cementificare ex novo ma di recuperare l’esistente. Dai sopralluoghi effettuati è una struttura solida e ben costruita».

Il futuro comando di municipale in viale IV Novembre, i pompieri in via Agosti. Costi e tempistiche?

«La posizione è strategica, tra l’altro al campovolo sorgerà l’Arena e noi siamo sempre presenti negli spettacoli. L’aspetto funzionale dell’insediamento sarebbe un presidio 24 ore su 24, in un’area in via di riqualificazione. Sui costi non saprei, è prematuro. Sui tempi l’amministrazione comunale e il ministero dell’Interno, interpellati, si sono detti ottimisti. Certo occorrerà acquisire l’area dalla proprietà, stendere un progetto definitivo, superare una serie di ostacoli burocratici, ma spero in una convergenza e in una accelerazione del progetto».

Nel bilancio annuale ha accennato al nuovo ruolo di coordinamento dei vigili del fuoco: cosa cambia?

«Il codice di Protezione civile, emanato il 2 febbraio 2018, è una riforma con emanazioni territoriali: prescrive che, in caso di calamità naturali ed emergenze, il coordinamento operativo di tutte le forze in campo spetti ai pompieri, per evitare operazioni disgiunte. Lo facevamo anche in precedenza, ad esempio nell’alluvione di Lentigione di fine 2017, ma la normativa sancisce ufficialmente la centralità del corpo».

Un corpo ancora off limits per le donne, ormai presenti in tutte le forze dell’ordine...

«Per la verità siamo stati tra i primi ad aprire alla presenza femminile, a fine anni ’90. Ora al comando ci sono due donne: ancora poche, lo so, ma siamo stati sdoganati».

L’ingaggio di pompieri in età avanzata e la precarietà dei volontari discontinui: problemi sindacali?

«Quelli non mancano mai. Pian pian si sta stabilizzando il personale, tra cui i “volontari discontinui”, unità da noi formate che vengono chiamati a tempo per sopperire alle necessità dei comandi: un centinaio sulla carta, in realtà quelli disponibili sono una quindicina. Da non confondere con i volontari “puri” delle sedi volontarie: Luzzara, Villa Minozzo e Collagna, per un totale di 33 unità, il 90% dei quali a Luzzara. Solo quest’ultima è attiva tutto l’anno con un incremento di forze e corsi di formazione; a Collagna i due volontari (uno è un’unita cinofila) sono stati stabilizzati; mentre Villa Minozzo come operatività pare si sia persa per strada». —