Reggio Emilia, uccellini sequestrati alle Fiere: alcuni di loro non voleranno mai più

Pietro Milani, tra i responsabili del centro “Il Pettiroso” che ora ospita i 71 volatili sequestrati alla Mostra ornitologica, racconta le drammatiche condizioni di salute degli animali: «Alcuni senza un’ala, altri privi di piume, per tanti servirà una lunga convalescenza»

REGGIO EMILIA. «Diversi esemplari sono in condizioni pietose: alcuni senza piume, altri senza un’ala, altri ancora denutriti». A descrivere le condizioni dei pazienti alati è Pietro Milani, uno dei responsabili del centro specializzato di recupero della fauna selvatica “Il Pettirosso” di Modena, dove lunedì in tarda serata sono approdati i 71 uccellini (dei quali 17 di specie protetta) sequestrati dai carabinieri forestali alla mostra Ornitologica svoltasi nel fine settimana alle Fiere di Reggio Emilia.

Reggio Emilia, i volontari del "Pettirosso" prendono in custodia i volatili sequestrati alle Fiere

Nelle maglie dei controlli sono finite cinque persone – residenti nelle province di Ancona, Catania, Treviso e Latina, nonché un greco e uno svizzero – denunciati a vario titolo per contraffazione uso abusivo di pubblici sigilli, illecita detenzione e commercio di avifauna protetta, acquisti di sospetta provenienza.

“Il Pettirosso” è punto di arrivo per animali selvatici feriti o, come in questo caso, sequestrati. Il centro che si estende su 70mila metri quadrati, di cui 30mila di bosco, con mille metri quadri di voliere per la riabilitazione, rimette in sesto ogni anno più di 4mila animali di tutti i tipi, e ora si sta prendendo cura degli uccellini. Tra questi, spiega Milani, i più rari sono la Gazza Marina, diversi usignoli giapponesi e due assioli, rapaci di razza particolarmente protetta».

Come ci arriva un usignolo dal Giappone a Reggio Emilia? «Nel Grossetano, in Toscana, si è formata una colonia autoctona di usignoli giapponesi che erano stati liberati e si sono riprodotti. Ovviamente la colonia è soggetta alla normativa europea Cites: specie protetta».

Milani non esclude però un lungo viaggio, visto che non tutti gli esemplari sono in buone condizioni fisiche. «Alcuni sono privi di piumaggio e dovranno fare una muta per non morire di freddo. Ad altri hanno troncato un’ala: non voleranno mai più. È un peccato». Sul valore, spiega Milani, «l’usignolo giapponese può arrivare anche a migliaia di euro, se canta bene: sono ricercati per questa caratteristica».

Reggio Emilia, uccelli protetti sequestrati alla fiera ornitologica

I bracconieri senza scrupoli non rischiano poco. «Il traffico illecito può costare il reato di maltrattamento di animale o il furto aggravato allo Stato (l’avifauna selvatica è di proprietà dello Stato) se viene confermata la cattura in un ambiente libero. Il problema è che l’avifauna ha un mercato impressionante. Ormai i trafficanti riescono a contraffare l’anello inamovibile che va applicato ai piccoli». Ora la sfida che attende i 71 uccellini è il ritorno alla libertà, dopo un periodo di “convalescenza”.

«La Procura di Reggio Emilia darà l’autorizzazione per la liberazione, quando arriverà la stagione giusta. Sono volatili in cattività che non hanno più l’abitudine di cercarsi il cibo, perciò saranno necessari alcuni mesi nella nostra struttura per risvegliare il loro istinto di sopravvivenza. Li abbiamo controllati uno ad uno per verificare eventuali ferite o parassiti. Passato lo stress (che potrebbe essere fatale), piano piano verranno riabituati alla temperatura esterna e alla caccia».