«I valori della Resistenza li incarna papa Francesco»

Germano Nicolini ha compiuto 99 anni. «Sono diventato famoso per la canzone dei Modena City Ramblers. Al cantante ho detto: vieni a cantare al mio funerale»

CORREGGIO. Dall'alto dei suoi 99 anni, compiuti ieri nella sua abitazione, Germano Nicolini guarda con distacco le miserie dell'attuale politica e fissa l’attenzione sull’unico uomo che gli sembra degno di indicare all’umanità la retta via, in continuità con il cammino che egli stesso aveva intrapreso con la lotta partigiana: papa Francesco. . Il comandante Diavolo, ingiustamente condannato e incarcerato per dieci anni per l’uccisione di don Umberto Pessina, poi scagionato definitivamente nel 1994 dopo la famosa invocazione di Otello Montanari («Chi sa parli»), non ha dubbi: «Papa Francesco merita di guidare questo mondo carico di violenza. In questo momento è lui il primo e più importante resistente».

LA LEZIONE ETICA


Nicolini mantiene le distanze dalla politica attiva da quando, nel dopoguerra, non ebbe dal Partito comunista il dovuto sostegno contro le false accuse mosse nei suoi confronti sulla base di un pregiudizio politico che fece scartare le confessioni dei veri colpevoli. Tuttavia, gli ideali della Resistenza hanno sempre illuminato la sua vita e gli danno ancora la forza di guardare avanti. Perciò sabato ha ricevuto una delegazione dell’Anpi di Correggio, che ha festeggiato con due giorni d’anticipo il suo compleanno, rendendogli omaggio con queste parole: «La sua integrità morale, la sua lezione etica, la sua passione sono un simbolo culturale, un esempio che anno dopo anno si fa sempre più resistente».

«Questo riconoscimento – confessa il Diavolo – mi riempie di orgoglio. Provo una grande soddisfazione per la stima e l'ammirazione che i compagni partigiani mi dimostrano e colgo l'occasione per ringraziarli. Nella Resistenza ho combattuto per un mondo migliore, per quella democrazia fondata sul lavoro scritta nel primo articolo della Costituzione. E' la stessa direzione nella quale si muove ora papa Francesco». Dopo quell’infamante condanna, Nicolini non ha più avuto in tasca una tessera di partito. Nondimeno le vicende politiche continuano a interessarlo e preoccuparlo. «Questo è un momento di grande confusione. L'Italia ha un immane debito pubblico, che neppure le nazioni più potenti si possono permettere. E' un peso che ci può trascinare verso un futuro buio». La più grande consolazione la ricava dalle molte manifestazioni di stima e d’affetto che continua a ricevere anche da tanti sconosciuti che hanno appreso le sue vicissitudini.

LA CANZONE

Gli ha giovato molto la fama creata dalla canzone “Al dièvel” dei Modena City Ramblers con il testo in dialetto.

Ieri ha ricevuto telefonate da tutta l'Italia per gli auguri di compleanno. «Da tempo – riferisce Niciolini – mi vengono a cercare a casa persone che hanno conosciuto la storia del comandante Diavolo grazie ai Modena City Ramblers. Ho ricevuto la visita di famiglie intere che venivano da Roma, Vicenza, Genova, Ferrara e dalla Calabria. C’erano anche tanti giovani. Una studentessa s'è messa a piangere, ascoltanto il mio racconto. Da Roma mi telefona un poeta che mi ha dedicato un libro di poesie. Tutti mi dimostrano un’ammirazione che mi commuove. A Venezia, a una manifestazione dell’Anpi, ho incontrato il cantante del gruppo modenese. Gli ho detto, in dialetto, che voglio che venga a cantare al mio funerale». —

Luciano Salsi

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