Reggio Emilia, minacciata sul web per il corteo dei migranti: «Denuncio il razzista»

Frasi sessiste e violente indirizzate a Federica Zambelli di Città Migrante. Il commento nel video Youtube della Gazzetta firmato forse da un falso account

REGGIO EMILIA. La foto del profilo è palesemente un fake, nascondendo il volto dietro un’immagine dell’ex amministratore delegato del Milan, Marco Fassone. E, probabilmente, anche l’account è falso. Ma anche dietro un eventuale account falso si nasconde qualcuno in carne e ossa che digita sulla tastiera di un computer. E a scoprire l’identità del profilo saranno ora gli operatori della polizia postale.



Roberto Acceri. È questo il nickname dell’autore di un commento violento e irripetibile apparso sotto il video “Reggio Emilia, in duecento alla manifestazione a favore dei diritti dei migranti”, pubblicato sul canale Youtube della Gazzetta: insulti e frasi di stampo sessista, ispirati da odio razziale – che non riportiamo per non dar risalto al brutale e offensivo messaggio contenuto –, indirizzati alla protagonista del video, la referente dell’associazione Città Migrante, Federica Zambelli.

Attraverso l’avvocato Alessandra Scaglioni, Zambelli ha deciso di presentare una denuncia per minacce. Una querela alla quale si unisce anche un’altra denuncia, presentata dalla Gazzetta, che appena ricevuta dalla stessa Zambelli la segnalazione del commento ha provveduto immediatamente a cancellarlo, segnalando il profilo al team di Youtube.

«Non ho assolutamente paura – afferma Zambelli – e siamo in tanti a non averla. Penso che non bisogna arrendersi e che si debbano contrastare questi fenomeni di violenza verbale. Non è il momento di rimanere in silenzio».

Reggio Emilia, in duecento alla manifestazione a favore dei diritti dei migranti



Nel video in questione, durante la manifestazione “Nessuno è illegale”, Zambelli spiega le ragioni all’origine del corteo che, dalla stazione di piazzale Marconi, lo scorso 13 ottobre ha portato a sfilare fino in centro storico centinaia di persone, unendo fianco a fianco italiani e migranti per protestare contro gli effetti delle politiche sull’immigrazione confluite nel Decreto sicurezza del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. In totale 44 le sigle scese in piazza, da Emergency a Mondo insieme, passando per la Papa Giovanni XXIII, Arcigay, Casa Bettola, L'Ovile e il Fai.

«Il decreto sta creando irregolarità diffusa – avverte Zambelli nel video, richiamando il governo alla responsabilità su una gestione umanitaria e regolare dei flussi – Un problema enorme sia per le persone interessate dal decreto ma anche per i territori: si produrranno marginalità e irregolarità, e quindi un tessuto sociale disgregato. Noi vogliamo costruire una città solidale, dove tutte le persone hanno diritti per costruirsi una vita migliore». E ancora: «Siamo stanchi di morti nel Mediterraneo perché non esistono canali regolari di ingresso. Ci sono responsabilità politiche dei governi europei e delle politiche portate avanti fino ad oggi».

Parole che hanno scatenato un flusso continuo e incontrollabile di commenti. Anche su Youtube, un canale generalmente immune da fenomeni di questo tipo rispetto a Facebook, dove invece proliferano coloro che ormai in gergo sono notoriamente definiti “leoni da tastiera”, dietro i quali spesso nella realtà si celano invece ignoti conigli nella vita. Sotto il video, molti commenti di ispirazione razzista e sessista sono stati rimossi e segnalati dalla Gazzetta, al pari di quello firmato da Acceri, che si è distinto negativamente per brutalità e violenza.

«Questo commento – aggiunge Zambelli – è anche un’espressione di sessismo rispetto a una dichiarazione politica rilasciata come rappresentante di Città migrante sulle istanze portate dal corteo, che ha avuto tantissime adesioni. È una quindi una doppia espressione di violenza, che mi colpisce anche in quanto donna, e che si unisce ad altri tipi di commento che sono sempre non motivati e non entrano nel merito delle questioni, ma si limitano a frasi razziste di bassa lega come “tornate a casa vostra”. Io nella mia battaglia ci metto la faccia. E continuo a mettercela perché voglio che passi un concetto: non ho assolutamente paura e siamo in tanti a non averla».

Di fronte a questo episodio, Zambelli ha ricevuto un’ondata di attestati di solidarietà, anche da parte di persone conosciute solo di vista: «Sono contenta che la nostra iniziativa abbia aperto un dibattito cittadino. E sono contenta del fatto che, al fianco dei migranti, in piazza siano scesi anche tantissimi reggiani».

Fra i messaggi di solidarietà, anche una telefonata del sindaco, Luca Vecchi: «Ho apprezzato molto la chiamata del sindaco. Commenti come quello che mi è stato indirizzato sono inaccettabili. La solidarietà che mi è stata dimostrata in questi giorni dimostra invece che c’è gente che vuole affrontare questo dibattito, che occorre riportare su un piano civile: di fronte alle parole di violenza c’è chi si sente costretto a rimanere in silenzio, ma non deve essere così. Viviamo in un clima che va a legittimare forme di violenza verbale che spesso in Italia si sono trasformate anche in violenza fisica, aggressioni e sparatorie ai danni di persone di colore. Per questo occorre reagire e non bisogna arrendersi. È arrivato il momento di non rimanere in silenzio».