«Gli alberi messi a rischio dall’assenza di protezioni»

Reggio Emilia, non si placa la protesta sollevata dal gruppo Facebook “I Tre Tassi del Cristo” per piazza Roversi. Sotto accusa è «la violazione del Regolamento del Verde all’interno del cantiere» 

REGGIO EMILIA. Non c’è pace per il cantiere in piazza Roversi/del Cristo. Ora, ad essere messa sotto accusa, è l’assenza di protezione per le piante all’interno del cantiere. A intervenire, a nome del gruppo Facebook “I Tre Tassi del Cristo” e come promotore della petizione online “Salviamo piazza del Cristo”, è Giuseppe Zironi.

L’espianto. «Il cantiere in piazza del Cristo/Roversi è ormai iniziato, dopo che una sentita e partecipata protesta popolare ha strappato al Comune la promessa di salvare due dei tre tassi ormai famosi, tutte le lagerstroemie e le siepi di bosso ora presenti – scrive Zironi –. L’espianto e la successiva ricollocazione di alberi adulti è un’operazione delicata, da attuare con tempismo e competenza, doti che già ora l’amministrazione sembra non avere o non manifestare. Le poche, basiche e chiarissime norme per la tutela della vegetazione all’interno di cantieri edili – prosegue – sono elencate dal regolamento comunale per il verde pubblico e privato emesso dallo stesso Comune, la cui infrazione comporta sanzioni non eccessive ma inevitabili. Spetta al corpo di polizia municipale verificarne il rispetto, ma anche alle Guardie ecologiche volontarie e al Corpo forestale dei carabinieri, mentre chiunque ha il diritto e dovere di segnalare qualsiasi comportamento attivo o omissivo che metta a rischio la salute di un albero».


La denuncia. Con questo intervento, Zironi intende denunciare pubblicamente «la sostanziale indifferenza del Comune come dei tecnici di cantiere nei confronti del verde di piazza del Cristo, che si manifesta con la surreale infrazione di varie norme comunali. Nel cantiere gli alberi sono messi a rischio dall’azione diretta degli scavatori, ma non sono state allestite le obbligatorie protezioni. La movimentazione della terra avviene a pochi centimetri dai fusti, quando il regolamento del verde impone il rispetto di opportune distanze da tronchi e radici. Terra e materiale di risulta composto da ciottoli e grossi blocchi di calcestruzzo sono ammassati ai piedi degli alberi». Ora gli esemplari – sostiene il promotore della petizione – si presentano già ammaccati, con i colletti scoperti e schiacciati da cumuli di detriti, quando in vista del prossimo espianto dovrebbero essere trattati con la massima delicatezza.



leggerezza. È superfluo sottolineare ancora «la goffaggine di un’amministrazione che non rispetta la sua stessa normativa, mentre è opportuno rilevare come tutto quel che gira intorno alle recenti riqualificazioni sia connototato da una generale “frettolosità”, la cui conseguenza non può che essere l’approssimazione». Per finire, Zironi rilancia «un forte invito al ripensamento su alcune fatali caratteristiche della nuova piazza del Cristo che, a partire da spontanee riflessioni sul verde, appaiono ormai più che evidenti: il doppio senso su una sola carreggiata, la discutibile collocazione dei parcheggi per i disabili e per il carico/scarico, lo spostamento del teleriscaldamento per lasciar spazio a una centralina interrata, la serie quasi infinita di barriere architettoniche di ardua giustificazione e di dubbio valore estetico. Come cittadini e a fronte della generale perplessità la speranza di attenzione è legittima, augurandosi che le infrazioni di cui sopra siano solo il risultato di un momentaneo appannamento e che la “fretta” non abbia la meglio sulla ragione». —