Mamme-lavoratrici: «Ogni anno 400 dimissioni volontarie»

Donne al lavoro

Reggio Emilia, Maria Mondelli, consigliera di parità della Provincia: «Troppi casi di discriminazioni di genere in campo professionale»

REGGIO EMILIA . Donne e lavori, poche gioie e tanti dolori. Il lavoro, infatti, checché ne dica la Costituzione, continua a non essere uguale per tutti, ma rimane un ambiente nel quale le discriminazioni di genere regnano sovrane. «Dalle differenze dei salari all’assenza di politiche in grado di conciliare vita e carriera, per non parlare della segregazione verticale, il cosiddetto soffitto di cristallo, della maternità o peggio ancora delle molestie sul lavoro, sono davvero tanti, troppi gli ostacoli che le donne continuano a incontrare nel loro cammino professionale», conferma Maria Mondelli, consigliera di parità della Provincia di Reggio, che nel suo ufficio a Palazzo Allende (telefono 0522.444846, consiglierapari@provincia.re.it) è continuamente alle prese con casi di discriminazioni sia nell’accesso al lavoro, sia per il suo mantenimento.

Maria Mondelli, consigliera di parità della Provincia


I NUMERI . «Sono quasi 80 le donne che da gennaio si sono rivolte a noi e sono circa 400 all’anno le donne che nella nostra provincia si dimettono volontariamente entro i primi tre anni della prole – spiega Mondelli – E se l’odioso fenomeno delle dimissioni in bianco è ormai un triste ricordo del passato, vanificato dall’uso delle procedure online e dalla necessità di convalida diretta da parte della dipendente, rimangono i metodi subdoli e vessatori che costringono le lavoratrici madri a rinunciare all’impiego».

MOLESTIE. Poi c’è il capitolo delle molestie sessuali sul lavoro, fenomeno che di recente sta emergendo, grazie anche al movimento MeToo, partito dal mondo dello spettacolo, ma che sta coinvolgendo anche il mondo del lavoro lontano dai riflettori. «Le donne sono restie a denunciare, si dice, e certo, in ballo c’è il posto di lavoro oltre a tutti gli altri ostacoli che rendono problematica ogni denuncia di molestia o violenza anche domestica – continua la consigliera di parità – Se contiamo che il più delle volte queste vengono praticate da superiori o addirittura dai proprietari, e non alla presenza di testimoni, ci rendiamo conto tutti delle difficoltà che si presentano».

ANTIDISCRIMINAZIONE. Insomma, la legislazione antidiscriminatoria è uno strumento importante che va conosciuto e utilizzato perché queste disuguaglianze cessino di essere un ostacolo all’occupazione femminile e alla sua qualità. E proprio con questo obiettivo le consigliere di parità della Provincia hanno promosso per domani, giovedì, al centro “Malaguzzi” un seminario formativo (dunque con crediti) per avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro. «Vogliamo approfondire questi temi, coinvolgendo tutti i soggetti: dall’Ispettorato ai giudici del lavoro, dall’Inail agli avvocati, allo scopo di creare una rete di professionisti a cui l’ufficio della consigliera di parità, vera authority a cui ci si rivolge in caso di discriminazioni, possa fare riferimento nella sua attività», conclude Mondelli. —