Proteste all'Istituto Secchi, genitori in rivolta contro le classi pollaio

Reggio Emilia: accorpate tre prime, che sono diventate due seconde. Dopo lettere e proteste, il caso adesso rischia di finire al Tar

REGGIO EMILIA. Mancano pochi giorni all’inizio di un nuovo anno scolastico e i vecchi problemi sono già in agguato. Quello delle classi pollaio, ad esempio, si riaffaccia in queste ore a Reggio Emilia e non lo fa – questa potrebbe essere la novità – in una scuola primaria, ma alle superiori. Siamo all’Istituto per geometri Secchi, dove nell’estate che è ormai agli sgoccioli è avvenuto un miracolo al contrario: tre classi prime sono diventate due classi seconde. Nessuna diaspora, nessuna fuga verso altri istituti: i ragazzi delle tre prime sono rimasti più o gli stessi. Invero, non solo dal punto di vista numerico: nelle tre prime dello scorso anno scolastico c’erano tre ragazzi con disabilità certificate e due loro compagni di classe a cui sono stati diagnosticati disturbi specifici dell’apprendimento (dsa).

È proprio su questo punto che i genitori dei ragazzi delle tre classi, che di colpo son diventate due, hanno deciso di dare battaglia. Una battaglia iniziata con il coinvolgimento del Comune, della Provincia e della stessa preside della scuola, Maria Grazia Diana che si divide tra i futuri geometri e i designer del domani, essendo anche preside del Chierici.


Un fronte comune, quello dei genitori in rivolta, che ha come controparte l’attuale numero uno della Direzione scolastica provinciale. Nei giorni scorsi i genitori hanno scritto al sindaco Luca Vecchi e ai suoi assessori Raffaella Curioni e Valeria Montanari. Nella lettera, i genitori sottolineano come questa scelta contrasterebbe con le norme vigenti, in particolare con quella che prescrive che l’inserimento di alunni con disabilità debba avvenire nella misura di un disabile ogni venti. Una proporzione che, nel caso delle due classi del Secchi è saltata del tutto. Di questo si è discusso nell'incontro che gli assessori Curioni e Malavasi (delegata all’istruzione nella giunta della Provincia) hanno avuto con la preside dell’istituto e con il dirigente provinciale.

Un incontro in cui il dirigente dell’ex provveditorato agli studi è rimasto sulle sue posizioni, al punto da mettere le istituzioni nelle condizioni di dover mediare con i genitori: a loro, sia la preside sia gli assessori hanno proposto ore in più per i ragazzi disabili, che però in questo modo rischierebbero una sorta di ghettizzazione. E a questo si oppongono tutti i genitori.

Unica concessione del dirigente dell’ufficio, Mario Nanni, quella di un incontro – di cui è ancora da definire la data – con i genitori. Un incontro che si annuncia infuocato con la delegazione dei genitori decisa a far valere le proprie ragioni. Ragioni che – va sottolineato – tengono insieme tutti i genitori. Anzi, i più determinati a non accettare questo accorpamento – che porterebbe alla creazione di due classi da 28 e 29 alunni – sono proprio i genitori dei ragazzi con disabilità, pronti a ricorrere al Tar contro questo accorpamento. L'incontro con il dirigente scolastico dovrebbe tenersi nei prossimi giorni, ma la campanella sta per suonare. —