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Su Facebook una pagina rivolta ai genitori con tutte le iniziative pensate per bimbi e famiglie

Si chiama “La febbre del sabato sera a Reggio Emilia” ed è nata, per pura passione e anche necessità, dall’idea di cinque mamme reggiane  

REGGIO EMILIA. Cosa facciamo nel fine settimana con i bambini? Cosa c’è di adatto a loro? Al ristorante faranno problemi? Domande che migliaia di famiglie si pongono tutto l’anno, confrontandosi con la logistica, il maltempo, i piccoli malanni, i capricci. E spesso le risposte non arrivano con facilità, anzi, e ogni tentativo di uscita rischia di trasformarsi in una piccola odissea.

Proprio per questo, dall’impegno di un gruppetto di mamme reggiane, è nata una comunità virtuale in continua cr ...

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REGGIO EMILIA. Cosa facciamo nel fine settimana con i bambini? Cosa c’è di adatto a loro? Al ristorante faranno problemi? Domande che migliaia di famiglie si pongono tutto l’anno, confrontandosi con la logistica, il maltempo, i piccoli malanni, i capricci. E spesso le risposte non arrivano con facilità, anzi, e ogni tentativo di uscita rischia di trasformarsi in una piccola odissea.

Proprio per questo, dall’impegno di un gruppetto di mamme reggiane, è nata una comunità virtuale in continua crescita, un gruppo Facebook che cerca di mettere in fila suggerimenti, annunci e proposte così da permettere ai genitori di programmare e di non sbagliare le scelte per i momenti di svago.

Il gruppo si trova su Facebook, si chiama “La febbre del sabato sera a Reggio Emilia - Solo eventi per bambini e famiglie” ed è ad accesso chiuso: al momento di iscriversi, vengono poste alcune domande di verifica, e solo dopo aver visionato le risposte le amministratrici concedono l’iscrizione. Una risposta alla società contemporanea, con i suoi mille impegni, grandi e piccoli, e la presenza di nuclei ristretti, sostituti dalle vecchie e larghissime reti parentali del tempo che fu.

Oggi è difficile per una madre e un padre poter chiedere troppe ore e aiuti a genitori e famigliari. Il lavoro non manca, per Sabrina, Simona, Elisa, Talita e Giorgia, che curano il gruppo per pura passione, per condividere esigenze e possibili soluzioni con altre persone alle prese con situazioni simili a quello che loro hanno vissuto o stanno ancora vivendo. Gli iscritti ormai sono più di mille e il gruppo è sempre più articolati, con sezioni differenti dedicati ai vari argomenti, allargandosi progressivamente all’intero territorio provinciale. Le risposte stanno arrivando, ed è una bella soddisfazione per un percorso nato semplicemente con un gruppo Facebook.

L’idea è venuta nel 2014 alla fondatrice Sabrina, arrivata a Reggio da circa tre anni e all’epoca mamma di un bimbo di un anno e mezzo. A lei si è subito affiancata Simona, amica conosciuta al corso pre-parto e alle prese con le stesse necessità. Il gruppo delle amministratrici si è poi consolidato nel 2017 con l’ingresso di Elisa, mamma di due gemelli di 3 anni, Talita e Giorgia, anche loro con figli di tre anni.

Si cerca di offrire risposte alle famiglie che cercano consigli su «cosa fare durante il fine settimana con i bambini, sui locali che offrono particolari servizi alle famiglie, sui corsi ludico/sportivi presenti in città e in provincia per i bambini, sui campi estivi, sulle babysitter, sui locali in cui festeggiare il compleanno dei bambini, su gite fuori porta da fare in famiglia... e si arricchisce periodicamente di nuovi settori sulla base di quelle che sono le necessità dei genitori di oggi».

Ogni nuovo componente può fornire a propria volta spunti e suggerimenti, sempre vigilato dalle cinque mamme amministratrici. E si punta anche ad allargare il discorso a un progetto più ambizioso, un luogo dove lasciare in sicurezza e tranquillità i figli. L’intenzione, raccontano le promotrici, era quella di creare «anche una rete di genitori, per portare avanti iniziative come quella relativa all’apertura almeno un sabato sera al mese di una struttura per l’infanzia in cui i bambini potessero giocare e divertirsi insieme mentre i genitori si concedevano una libera uscita. Un’iniziativa che, grazie ai genitori del gruppo è stata avviata anche a Reggio, con il supporto di alcune strutture private». —