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«A Reggio Emilia mancano i collaboratori scolastici»

L’allarme dei sindacati Cgil, Cisl e Uil a una settimana dalla ripresa delle scuole: «In molti plessi c’è solo un bidello»

REGGIO EMILIA. Nella nostra provincia mancano 98 unità del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, su un totale di 1085, per garantire il regolare funzionamento delle 67 scuole statali primarie e secondarie. Sulle 197 assunzioni richieste ne sono state concesse soltanto 99.

Inoltre quasi la metà delle scuole è priva delle figure apicali dei dirigenti dei servizi generali e amministrativi.

Se ne potrebbero avvertire le conseguenze negative fin dal prossimo lunedì, quando, in base al cal ...

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REGGIO EMILIA. Nella nostra provincia mancano 98 unità del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, su un totale di 1085, per garantire il regolare funzionamento delle 67 scuole statali primarie e secondarie. Sulle 197 assunzioni richieste ne sono state concesse soltanto 99.

Inoltre quasi la metà delle scuole è priva delle figure apicali dei dirigenti dei servizi generali e amministrativi.

Se ne potrebbero avvertire le conseguenze negative fin dal prossimo lunedì, quando, in base al calendario scolastico regionale, le aule saranno riaperte per circa 62mila alunni di età compresa fra 6 e 18 anni, senza contare i 2.400 delle scuole non statali che hanno dotazioni inferiori di personale non docente.

LA DENUNCIA DEI SINDACATI. «Emerge un quadro critico e allarmante» denunciano i sindacalisti Stefano Melandri e Roberto Bussetti per la Flc-Cgil, Monica Leonardi per la Cisl-scuola e Pasquale Raimondo per la Uil-scuola.

A loro parere sono destinate ad aggravarsi le problematiche evidenziate nello scorso anno scolastico a causa delle mancate sostituzioni degli addetti assenti per malattia o infortunio.

Anche perchè, in controtendenza rispetto alla media nazionale, qui la popolazione scolastica continua a crescere e, di conseguenza, aumentano i carichi di lavoro soprattutto per gli assistenti amministrativi, cioè per gli impiegati delle segreterie da cui dipende l’organizzazione di tutta l’attività didattica.

FORMAZIONE CARENTE. Queste figure chiave, per giunta, sono sottoposte a nuovi adempimenti, responsabilità e obblighi di servizio senza avere ricevuto un’adeguata formazione sull’utilizzo delle nuove strumentazioni e dei programmi informatici recentemente adottati.

Il loro numero, secondo i sindacati, non basta per soddisfare queste incombenze.

ORGANICO INCOMPLETO. Rispetto a un organico di diritto di 376 unità, i dirigenti scolastici avevano chiesto l’assuzione di altri 53 assistenti amministrativi, ma il ministero ne ha concessi soltanto 30.

«Non più di qualche mese fa – riferiscono i sindacalisti – il ministero ha chiesto al personale di concludere in fretta gli adempimenti relativi alle graduatorie d’istituto con il sistema Sidi lavorando anche il sabato e la domenica e dopo le ore 20. Si è scordato, però, che in quel periodo il personale non è in servizio».

La carenza si fa sentire anche fra i collaboratori scolastici, cioè i bidelli.

I dirigenti scolastici avevano chiesto che se ne assumessero 144 in più, ma il ministero ne ha ammessi 69, cosicchè l’organico di fatto, composto da 1079 addetti, lamenta la mancanza di 75 unità. «In molti plessi – sottolineano i sindacati – c’è un solo collaboratore in servizio. Ci sono scuole in provincia con 12 sedi e 14 collaboratori. Come farà un solo bidello ad essere presente all’apertura e alla chiusura della scuola, a sorvegliare ingressi e spazi comuni, a rispondere al telefono, fare fotocopie, accompagnare in bagno i bambini delle scuole d’infanzia, essere a disposizione di docenti e genitori, effettuare le pulizie dopo le lezioni?».

Si deve considerare che sono numerosi i collaboratori con ridotte mansioni lavorative. Il deficit, infine, riguarda anche gli assistenti tecnici, dal momento che diversi laboratori ne sono sprovvisti.

Quindi i sindacati confederali chiedono che venga assegnata una dotazione organica del personale Ata «tale da garantire il diritto allo studio agli alunni e il funzionamento delle scuole». —