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Spezza le costole all’ex moglie, arrestato e mandato in carcere

Montecchio, un operaio di 36 anni è stato denunciato dalla donna che lo aveva allontanato Nonostante la separazione continuava a vessarla. Davanti al gip ha ammesso

MONTECCHIO EMILIA. L’ha presa a schiaffi, pugni e calci, causandole un trauma toracico e fratture con prognosi di 20 giorni. Un freddo scritto presente sui referti medici raccolti dai carabinieri, che celano però un gravissimo caso di maltrattamenti in famiglia, culminato con l’aggressione di un uomo all’ex moglie, picchiata con tale violenza da spezzarle due costole e perforarle un polmone.

Il culmine di una situazione segnata da anni di botte e violenze con lesioni gravi, minacce e atti per ...

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MONTECCHIO EMILIA. L’ha presa a schiaffi, pugni e calci, causandole un trauma toracico e fratture con prognosi di 20 giorni. Un freddo scritto presente sui referti medici raccolti dai carabinieri, che celano però un gravissimo caso di maltrattamenti in famiglia, culminato con l’aggressione di un uomo all’ex moglie, picchiata con tale violenza da spezzarle due costole e perforarle un polmone.

Il culmine di una situazione segnata da anni di botte e violenze con lesioni gravi, minacce e atti persecutori, terminata con l’arresto dell’uomo, un operaio di 36 anni ora in cella.

ANNI DI VIOLENZE. In pochi giorni sono due i casi di maltrattamenti in famiglia che si sono verificati in provincia di Reggio Emilia, terminati con l’arresto di due uomini. Il primo a Scandiano e il secondo, invece, a Montecchio, dove il 36enne è stato arrestato dai carabinieri perché accusato di aver picchiato selvaggiamente la moglie anche dopo la separazione. L’episodio principale risale all’agosto scorso quando l’ex marito ha preso a schiaffi la donna e l’ha sbattuta al muro provocandole fratture al costato.

LA SEPARAZIONE. Per anni la donna ha subìto le violenze dal marito durante litigi sempre più frequenti. In un’occasione, in seguito all’ennesima discussione, era finita su dei cocci di vetro, spinta a terra dal marito, riportando il perforamento di un polmone e ferite da taglio. Per questo episodio, risalente all’agosto dell’anno scorso, la donna aveva deciso di interrompere la convivenza, avendo capito che la situazione era ormai degenerata a tal punto da non poter trovare soluzione alcuna.

Le parole non lo calmavano più, nemmeno le invocazioni. Allontanare quell’uomo era l’unica salvezza.

LA VIOLENTA REAZIONE. La scelta di lasciarlo effettuata dalla 35enne reggiana, oltre a provocare subito l’ennesima violenta reazione dell’uomo, non è bastata per porre fine a quelle angherie, che stavano minando la vita anche dei figli della coppia. Infatti, dopo alcuni mesi di calma apparente, nel luglio di quest’anno l’ex marito si è presentato a casa della donna tenendo un comportamento violento. Già nel precedente mese di giugno l’uomo era andato a casa della moglie sottraendole 100 euro dalla borsetta e la settimana dopo si era presentato nuovamente e l’aveva picchiata rompendole, per l’appunto, due costole.

LA DENUNCIA. Tutti episodi assai gravi registrati e riscontrati dai carabinieri di Montecchio grazie alla denuncia presentata dalla vittima. Da lì ci ha pensato la procura, che ha affidato il caso al sostituto procuratore Maria Rita Pantani. Sono quindi partite le indagini dei carabinieri. Dopo i riscontri la procura ha chiesto e ottenuto dal giudice per l’indagine preliminare, Luca Ramponi, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita giovedì dai carabinieri di Montecchio. I militari hanno perciò arrestato il 36enne reggiano, che si trova tutt’ora in carcere.

LE ACCUSE. Pesanti come un macigno le accuse che vanno dai maltrattamenti in famiglia, alle lesioni aggravate fino alla tentata violenza privata e al furto. Nel capo di imputazione gli vengono addebitate le continue vessazioni fisiche e psicologiche. Venerdì mattina l’indagato è comparso davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Difeso dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, ha risposto alle domande del giudice e ha ammesso in buona misura le sue colpe. Il pm aveva chiesto il carcere mentre la difesa i domiciliari. Il giudice per ora si è riservato sulla decisione. —

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