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Nidi, richieste decuplicate soltanto nel giro di un anno

Fino al 2017 non si sapeva se mantenere il servizio, ora si pensa a potenziarlo Le richieste arrivano anche dai Comuni limitrofi. E qualcuno è rimasto fuori

CASALGRANDE

Decuplicano le richieste di iscrizione al servizio della sezione lattanti dei nidi d’infanzia di Casalgrande. Dopo un’annata con poche domande, così poche da porre dubbi sul prosieguo, l’estate 2018 ha visto numeri in fortissima crescita, dieci volte superiori a quelli sparuti del 2017, con diverse famiglie arrivate anche da altri Comuni. Il tutto in anni segnati da una piccola diminuzione demografica in zona.

LA CONTROTENDENZA

Un salto che ora vedrà l’amministrazione comunale impe ...

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CASALGRANDE

Decuplicano le richieste di iscrizione al servizio della sezione lattanti dei nidi d’infanzia di Casalgrande. Dopo un’annata con poche domande, così poche da porre dubbi sul prosieguo, l’estate 2018 ha visto numeri in fortissima crescita, dieci volte superiori a quelli sparuti del 2017, con diverse famiglie arrivate anche da altri Comuni. Il tutto in anni segnati da una piccola diminuzione demografica in zona.

LA CONTROTENDENZA

Un salto che ora vedrà l’amministrazione comunale impegnata per trovare soluzioni a quelle domande per ora escluse dalla lista. Se nel 2017 i bimbi da gestire nella sezione lattanti si contavano sulla dita della mano, oggi si parla di alcune decine di piccoli ospiti e rispettive famiglie da gestire.

Per “sezione lattanti” si intende la parte del nido dedicata ai bambini più piccoli, quelli compresi dai tre ai quindici mesi. Un’età davvero molto particolare, in cui tante famiglie preferiscono solitamente tenere i giovanissimi arrivati a casa. Ma non sempre, per questioni lavorative e non solo, questo non è possibile, ed è qui che arrivano gli spazi dedicati negli asili nido, normalmente frequentati da alunni più “grandi”, dagli uno ai tre anni. Perché questo cambiamento?

LE RAGIONI

Per il Comune di Casalgrande i motivi sono due. «Da un lato, si dimostra vincente la politica comunale dell’abbassamento delle rette, nel quadro di una serie di agevolazioni che ha spinto le famiglie verso l’accesso al servizio», è la prima spiegazione. Dall’altro, «c’è un chiaro riconoscimento della qualità del servizio, e lo testimoniano anche le richieste provenienti da fuori territorio, altro aspetto su cui si è orientato il sistema dell’offerta pubblica nel campo dei servizi per l'infanzia». La questione economica può incidere parecchio. Tante famiglie preferiscono arrangiarsi o chiedendo aiuto alla propria rete di contatti o usufruendo dei permessi e delle aspettative che si possono richiedere per prolungare il periodo di assenza dal posto di lavoro. Con spese più abbordabili, alcuni nuclei invece provano ad anticipare il rientro. Anche il fattore demografico ovviamente incide. La zona ceramiche, pur in lieve diminuzione nel numero di abitanti, rimane un’area pregiata per chi cerca lavoro e si trasferisce. E qui inizia a mettere basi più solide, costruendo una famiglia.

POTENZIAMENTO

Ora si cercheranno modi per potenziare il servizio. «Si tratta di un cambiamento talmente significativo da richiedere il potenziamento della sezione, quando solo un anno fa ci chiedevamo come poter continuare ad offrire un servizio con una domanda insufficiente», spiega l’assessore alle Politiche Educative, Milena Beneventi. «Quasi tutti i richiedenti sono già stati ammessi, per i pochissimi in lista di attesa attendiamo l’avvio del servizio nelle prossime settimane». —

ADR.AR.

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