Reggio Emilia, Tasso batte Ariosto: così piazza Roversi segna una svolta in vista delle votazioni

I luoghi estensi pronti a diventare il cuore della campagna elettorale  E il dietrofront del Comune accende una spia sul cambio di rotta 

REGGIO EMILIA. “Noi morirem, ma non morremo inulti”. (Gerusalemme Liberata II, 86). Tasso batte Ariosto. E piazza del Cristo è (in parte) liberata dalla furiosa critica dei residenti. Ora sono gli spigoli il nuovo obiettivo, considerati decisamente troppo spigolosi. E che dire della pavimentazione in pietra di Luserna, già ampiamente criticata in piazza della Vittoria? Il Comune apre alle richieste dei residenti, salva i tre tassi e modifica in extremis il progetto di piazza Roversi, quasi aprendo così, sottovoce, anche una nuova fase della campagna elettorale, che ora appare improntata più che pria all’ascolto e alla partecipazione.

CAMBIA-MENTI. Immutabile era il progetto di piazza della Vittoria, mutabilissimo si è rivelato il progetto di piazza del Cristo, dove è stata sufficiente una petizione online firmata da un migliaio di utenti, qualche bigliettino appeso sulle piante e un paio di incontri con la cittadinanza (cinquanta persone) per mettere mano a un rendering osannato fino a qualche giorno fa. Una breccia che neanche a Porta Pia. Dialogo e partecipazione. Reciproci? “Ecco il giudicio uman come spesso erra! (Orlando Furioso, canto I, ottava VII, verso 2).


LA SVOLTA. È lo sfondo del Ducato Estense di Reggio Emilia, che si risveglia sorprendentemente più vicino al Tasso che all’Ariosto. Almeno stando alle immagini che circolano su Facebook, dove i sostenitori del salvataggio dei tre alberi di piazza Roversi, nel continuare a criticare i dettagli del progetto, hanno ribattezzato le tre piante con tre nomi più che mai evocativi: Ludovico (salvo), Orlando (spostato e quindi considerato quasi condannato) e Furioso (salvo).



TUTTI AL VERDE. Il Comune ha infatti annunciato che due alberi su tre resteranno dove sono, proprio come chiesto dai cittadini. Il terzo sarà spostato e affiancato da un quarto (si chiama Ariosto?). Le piante complessive passeranno dalle attuali 8 a 23 esemplari e saranno 7 in più rispetto alla proposta iniziale del progetto, che prevedeva l’inserimento di 16 nuove piante. Va bene così? Non proprio. E critiche e lamentele. Ancora e ancora e ancora. E c’è chi si chiede: «Perché non lasciare tutto com’è?». Il finale è degno del Gattopardo.


C'E' CHI DICE NO. «Balle!!!! – scrive ad esempio con quattro punti esclamativi il consigliere comunale M5s, Norberto Vaccari, architetto di professione, sulle novità annunciate dal Comune – il tasso in mezzo verrà trapiantato nella stessa piazza e ne verrà aggiunto uno. Questo perché agli architetti piacciono le simmetrie e allora bisogna fare due palle di qua e due palle di là. Fa sempre quattro ma è più figo perché ricorda i giardini all’italiana (poveri noi). Peccato che per trapiantare quello centrale inevitabilmente si rovinano le radici degli altri due. Con un bel “Chissenefrega dei costi”».



Il consigliere M5s, in ogni caso, non è l’unico detrattore del governo cittadino del cambiamento, in un dibattito nel quale hanno preso e prendono parola un po’ tutti. Persino dal Movimento Nazionale per la Sovranità di Reggio Emilia (sic). Per Marcello Nizzoli, alle ultime amministrative candidato nella lista civica di Donatella Prampolini, in piazza Roversi «si costruiranno delle nuove barriere architettoniche, illegali per la Legge Italiana! – anche qui un punto esclamativo – (Saranno anche contro il vigente Codice della Strada). Cioè pericolosi per pedoni, bambini, biciclette e moto!».

Nel gruppo Facebook intitolato ai “tre tassi del Cristo”, si legge: «Sfugge ancora in che modo piazza del Cristo potrà essere un luogo più accogliente e meglio organizzato di ora. Dite la vostra, siamo pronti a combattere per Orlando (il tasso di mezzo) e per eliminare cordoli e fontana? O meglio ancora: per chiedere maggior coinvolgimento dei cittadini sulle cose che li riguardano direttamente?». Il sondaggio è già online. Non resta che votare.



LA CONTESA LETTERARIA. Il Tasso, intanto, se la ride. Era il 1584 quando un pamphlet del poeta Camillo Pellegrino diede vita alla querelle letteraria che animò il tardo Cinquecento italiano. Pellegrino era a favore del Tasso, l’accademia della Crusca a favore dell’Ariosto. E via a una guerra letteraria a colpi di libercoli mai terminata. Qualcuno la ricorda? Di certo adesso è oscurata dalle polemiche che, oltre quattrocento anni dopo, stanno investendo uno degli spazi più discussi della città, quella piazza del Cristo di fatto intitolata all’ex sindaco socialista, Luigi Roversi (1902-1905 e 1907-1917), distante appena due minuti a piedi dalla via intitolata all’autore del Furioso (un po’ di socialismo toponomastico non guasta).

LA CASA DELL'ARIOSTO. E quindi? Salvato il tasso, non resta che attendere il destino dell’Ariosto. O meglio ancora, di quella sua dimora estiva che è il Mauriziano, sul cui restauro è stato da poco pubblicato il bando di gara: 700mila euro. Nel dettaglio si prefigurano diversi interventi: la realizzazione di un tratto di pista ciclabile sulla via Emilia di collegamento fra la chiesa di San Maurizio e l’arco del Mauriziano, la realizzazione di nuovi posti auto lungo via Pascarella la demolizione dell’edificio della ex tintoria, la riqualificazione attraverso interventi di restauro e manutentivi della “Casa dell’Ariosto” e dell’arco di ingresso all’area e la riqualificazione dell’area verde, in particolare del collegamento fra l’arco di ingresso e la “Casa dell’Ariosto” stessa.

Anche in questo caso, un progetto che è parte integrante del restauro e della valorizzazione dei Luoghi Estensi, per i quali il Comune ha ottenuto un finanziamento di 14,5 milioni di euro attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione 2014 - 2020. Anche per il Mauriziano, ça va sans dire, non manca un primo campanello d’allarme. È quello che nei giorni scorsi ha lanciato Giovanna Boiardi del Centro per la riconciliazione dei popoli, contro i nuovi parcheggi in via Pascarella (no, non Boiardo, ma Boiardi).

VERSO IL VOTO. Cosa succederà? Fino a qualche anno fa, era facile prevederlo: un’amministrazione programmava, discuteva con la città ma poi andava avanti con il progetto. Infine il taglio del nastro, fra forbici e applausi. E vissero tutti felici e contenti. La formula collaudata, tuttavia, adesso è saltata. E ora si programma, si ascolta e, con le elezioni alle porte, si cambia anche in corsa, che visti tempi e clima non si sa mai. Mala tempora currunt, dicevano i latini.

Un’ultima cosa: che ne pensate dell’obelisco di piazza Gioberti, dedicato a re Vittorio Emanuele II? Troppo alto? Troppo basso? Troppo monarchico? Magari qualche bigliettino di protesta potrebbe aiutare... E Facebook appare ormai in grado di cambiare i destini del mondo. “Liberi sensi in libere parole”. (Gerusalemme Liberata II, 81). La crociata elettorale, in fondo, è appena cominciata. E all’appello ormai mancano soltanto i mori. Ps: “inulti” vuol dire “invendicati”. —