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Muore a 58 anni Dal 2016 viveva grazie a una sorta di cuore artificiale

GUASTALLAAnna Maria Marastoni, 58 anni, da circa due anni viveva con un dispositivo di assistenza ventricolare, una sorta di cuore artificiale. Ieri pomeriggio, purtroppo, a seguito di una grave...

GUASTALLA

Anna Maria Marastoni, 58 anni, da circa due anni viveva con un dispositivo di assistenza ventricolare, una sorta di cuore artificiale. Ieri pomeriggio, purtroppo, a seguito di una grave crisi, la casalinga si è spenta. Inutile ogni tentativo di salvarla da parte del personale dell'automedica e dei soccoritori della Croce Rossa di Guastalla, inviati dal 118 in via Zibordi, dove la donna abitava con il marito Enrico. I funerali non sono ancora stati fissati. Nel giugno scorso era stat ...

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GUASTALLA

Anna Maria Marastoni, 58 anni, da circa due anni viveva con un dispositivo di assistenza ventricolare, una sorta di cuore artificiale. Ieri pomeriggio, purtroppo, a seguito di una grave crisi, la casalinga si è spenta. Inutile ogni tentativo di salvarla da parte del personale dell'automedica e dei soccoritori della Croce Rossa di Guastalla, inviati dal 118 in via Zibordi, dove la donna abitava con il marito Enrico. I funerali non sono ancora stati fissati. Nel giugno scorso era stata intervistata da una troupe di Rai News, e in quella occasione aveva raccontato la sua storia di primo paziente reggiano con quel dispositivo cardiaco. Al centro trapianti dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna le era stato installato un dispositivo denominato L-Vad (left ventricular assist device), dispositivo di assistenza ventricolare sinistra che fungeva da terapia a lungo termine. Si tratta di una piccola pompa sistemata dai cardiochirurghi accanto al cuore, ubicata sotto il ventricolo sinistro, che serve a pompare il sangue nell’aorta. Nella regione Emilia Romagna ci sono solo altri tre- quattro impianti di questo tipo.

Il calvario di Anna Maria inizia la sera del 23 marzo 2016, quando la donna, dopo aver fatto da badante ad un'anziana, una volta tornata a casa si è sentita male. Immediata la chiamata al 118. I medici rianimatori emettono una diagnosi terribile: infarto al miocardio, per cui viene subito ricoverata nel reparto di cardiologia dell'arcispedale di Reggio Emilia, dove le viene effettuata un'angioplastica.

L'intervento riesce, ma le conseguenze dell'infarto richiedono altre cure con supporto ventilatorio e tante medicine. Anna Maria, qualche tempo dopo, viene trasferita all'ospedale di Guastalla, dove viene presa in cura dal professor Navazio. Vedendo che le condizioni di Anna Maria non miglioravano, il reparto di cardiologia di Guastalla si mette in contatto con il centro bolognese per programmare un intervento importante e definitivo che possa dare autonomia alla paziente e farla vivere bene.

Nell'aprile del 2016 Anna Maria scopre che non può essere sottoposta ad un trapianto, quindi l'équipe bolognese, come soluzione alternativa, decide di dotarla di un sistema di assistenza extracardiaco, una sorta di cuore artificiale. —

M.P.

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