Il questore di Reggio Emilia: «L’offerta di cocaina è alta perché c’è tanto consumo»

Il plauso di Antonio Sbordone e del pm Valentina Salvi dopo l'operazione che ha smantellato "la ditta dello spaccio": «La Mobile ha saputo cogliere da arresti in apparenza banali lo spunto per risalire ai vertici»

REGGIO EMILIA. Un’operazione che ha saputo entrare nelle pieghe nascoste dell’organizzazione criminale, svelandone i meccanismi per risalire la piramide gerarchica fino ai vertici. Questo è uno dei motivi per i quali martedì mattina, nella sala conferenze della questura di via Dante, il questore Antonio Sbordone e la pm Valentina Salvi erano visibilmente soddisfatti per la conclusione dell’indagine che ha smantellato la “ditta” dello spaccio.

«Si tratta di operazioni – ha esordito il questore – che fanno venire alla luce procedure che esulano dai canoni tradizionali di attività criminale. Parliamo di una persona albanese che abita a Reggio Emilia, dedita allo spaccio di cocaina ma perfettamente inserita nella comunità. Faceva venire qui in città dei giovani appena maggiorenni, ai quali veniva affidato il compito di procedere con l’attività di spaccio. Dei veri e propri lavoratori stagionali, venivano qualche mese per guadagnare: mentre qualcuno lo fa nell’agricoltura o nell’edilizia, loro lo facevano con la droga».


Un’indagine che ancora una volta, conclude il questore, porta alla luce il dramma del consumo di droga a Reggio: «Se c’è tanto spaccio, vuol dire che purtroppo ci sono anche tanti consumatori. È un fenomeno trasversale, che tocca tutti e che continueremo a contrastare».

Complimenti alla Mobile sono arrivati anche dalla pm Salvi, per il «particolare intuito investigativo dimostrato: da un arresto apparentemente isolato e irrilevante, gli agenti hanno colto gli spunti investigativi che hanno permesso per risalire ai vertici. Importante è stato anche l’istituto che ci consente di ritardare gli arresti per poter così raccogliere altri elementi utili alle indagini».

Si tratta del cosiddetto “arresto in flagranza differita”, lo strumento legislativo valido per i soli reati in cui l’arresto è obbligatorio e che viene usato anche a Reggio in maniera sempre più consistente soprattutto con i piccoli spacciatori, così da poter risalire fino ai vertici della catena di comando. —

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