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Una lamiera si spezza e taglia il volto al titolare

Soccorsi mobilitati alla ditta Nuova Eurotecno. Feriti Luciano e Claudio D’Arcio L’ex consigliere comunale della Lega finisce in sala operatoria per lesioni gravi

Scandiano, l'infortunio sul lavoro in una carpenteria

SCANDIANO. Una lamiera in fase di piegatura che, improvvisamente, si spezza, lo schiocco secco del metallo in tensione diventato come un pericolosissimo e tagliente elastico che raggiunge al volto il titolare, Luciano D’Arcio, già ex consigliere comunale a Casalgrande e appassionato di rally.

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Scandiano, l'infortunio sul lavoro in una carpenteria

SCANDIANO. Una lamiera in fase di piegatura che, improvvisamente, si spezza, lo schiocco secco del metallo in tensione diventato come un pericolosissimo e tagliente elastico che raggiunge al volto il titolare, Luciano D’Arcio, già ex consigliere comunale a Casalgrande e appassionato di rally.


Sono stati attimi di puro terrore, quelli vissuti mercoledì mattina 29 agosto, poco dopo le 11.30, in via del Lavoro 1 a Bosco di Scandiano, nella sede della ditta Nuova Eurotecno Srl.

D’Arcio è stato trasportato d’urgenza all’ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento per le gravi ferite al volto. Le sue condizioni, per fortuna, non paiono tali da temere per la sua vita.


Nell’infortunio è rimasto ferito anche il fratello, Claudio D’Arcio, anche lui residente a Casalgrande, che ha rimediato un trauma cranico. È stato condotto pure lui al pronto soccorso di Reggio Emilia dove, poi, le sue condizioni sono migliorate.

Attimi di terrore, si diceva, perché nell’immediatezza dell’infortunio Luciano D’Arcio, colpito al volto dalla lamiera, è rimasto disteso a terra, incosciente e con il sangue che usciva abbondante dalla ferita al volto.

I dipendenti presenti in azienda hanno soccorso lui e il fratello e hanno dato subito l’allarme al 118. Dalla centrale operativa sono stati allertati in pochi minuti diversi mezzi: due ambulanze e un’automedica e anche l’elisoccorso.

Alla Nuova Eurotecno sono arrivati anche i carabinieri della stazione locale. La dinamica dell’infortunio ha fatto temere seriamente che l’esito fosse molto grave.

Ma per fortuna, una volta raggiunto dai soccorritori, Luciano D’Arcio, nonostante le vistose ferite, è sembrato riprendersi. I tagli al volto erano comunque profondi. La lama di metallo gli è piombata addosso come una mannaia, nonostante i sistemi di sicurezza di cui i macchinari per la lavorazione delle lamiere sono di norma dotati.

«È stato un incidente anomalo – ha raccontato Cristina Montipò, la moglie di D’Arcio, nelle stesse ore in cui il marito veniva operato –. I macchinari sono a norma e dotati di dispositivi di sicurezza. Non so come possa essere successo. Ancora devo parlarne con gli altri dipendenti presenti. Sono corsa subito in ospedale appena sono stata chiamata. Anche i medici devono ancora pronunciarsi, ma ho visto Luciano: era vigile, anche se preoccupato».

Subito dopo l’intervento dei soccorritori nella sede dell’azienda sono arrivati i tecnici del distretto Ausl di Scandiano della Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. Toccherà a loro accertare la dinamica dell’accaduto.

Luciano D’Arcio balzò alla ribalta delle cronache, locali e nazionali, nel luglio 2013. Quando era consigliere comunale a Casalgrande (prima per la Lega Nord, poi tra le file degli indipendenti), a causa di alcuni discutibili epiteti utilizzati online all’indirizzo dell’allora ministro per l’integrazione, Cécile Kyenge, della ex presidente della Camera, Laura Boldrini, e del leader di Sel, Nichi Vendola, D’Arcio finì al centro di roventi polemiche ed anche di un processo. Nel 2016 poi Laura Boldrini rimise la querela e tutto finì con un «non luogo a procedere». —