Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

La circolare Gabrielli “spegne” anche la rievocazione

Annullato per quest’anno a causa delle restrizioni poste dalle norme di sicurezza l’evento che si svolgeva al castello di Querciola  

VIANO

Salta la tradizionale rievocazione medioevale a Castello Querciola, solitamente in programma a fine estate, ospitata dal bel borgo sui colli vianesi. Dopo 18 edizioni consecutivo, l’evento non ci sarà. È un’altra “vittima” della forte stretta sulle regole e sui requisiti necessari per l’organizzazione di eventi che nel reggiano ha già costretto diverse manifestazioni allo stop almeno momentaneo.

«Vi diamo questo annuncio con molta tristezza, ma l'inasprimento delle norme sulla sicurezza ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

VIANO

Salta la tradizionale rievocazione medioevale a Castello Querciola, solitamente in programma a fine estate, ospitata dal bel borgo sui colli vianesi. Dopo 18 edizioni consecutivo, l’evento non ci sarà. È un’altra “vittima” della forte stretta sulle regole e sui requisiti necessari per l’organizzazione di eventi che nel reggiano ha già costretto diverse manifestazioni allo stop almeno momentaneo.

«Vi diamo questo annuncio con molta tristezza, ma l'inasprimento delle norme sulla sicurezza ha reso impossibile la realizzazione dell'evento. Insieme all'amministrazione comunale stiamo già lavorando per poterla riproporre il prossimo anno», annunciano gli organizzatori, i componenti di “AVV”, l’associazione per la valorizzazione di Viano.

LA RIEVOCAZIONE

La rievocazione metteva al centro la ricostruzione di uno dei principali avvenimenti storici della zona, l’investitura del primo conte di Querzola, il nobile Guglielmo da Fogliano avvenuta nel 1233: quell’anno il vescovo Niccolò Maltraversi donò il feudo al nobile che aveva lottato in difesa della Chiesa durante le lotte tra guelfi e ghibellini. Un bel momento con costumi, accampamenti ricostruiti ad hoc, musica, cibo e animazioni, sempre a sfondo medievale. Lo scenario era l’intero borgo di Castello Querciola, un luogo di notevole suggestione, ma certo poco adatto alle restrizioni richieste dalla legge per quanto riguarda accessi controllati, materiale ignifugo, personale abilitato e altri aspetti legati alla sicurezza.

Il giro di vite, un pacchetto di norme contenute nei cosiddetti decreti Gabrielli e Minniti, è arrivato dopo gli incidenti in piazza a Torino nel giugno 2017, quando trentamila persone si erano ritrovate a guardare la finale di Champions League con la Juventus protagonista. Il 2018 è stato il banco di prova, con l’arrivo delle manifestazioni all’aperto da adattare per la prima volta al nuovo impianto legislativo. In terra reggiana, così come nel resto del Paese, i problemi sono stati molti. Parecchi eventi sono stati annullati, altri sono stati modificati e in generale è stato necessario un notevole sforzo – economico e logistico – da parte di organizzatori ed enti che patrocinavano.

A pagare il conto sono state le realtà più piccole e con iniziative completamente all’aperto, in enorme difficoltà a sostenere spese e impegni. Fra montagna e collina, hanno alzato bandiera bianca la festa dell’acqua di Cervarezza, quella dello Scarpazzone e il triatholon del boscaiolo a Carpineti, la Notte scura a Cerreto Laghi In gran parte dei casi, proprio come Castello Querciola. Nel frattempo, è arrivata una parziale apertura istituzionale, che ha mitigato alcune delle restrizioni più rigide. —

ADR.AR.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI