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Attesa per il ritorno della salma della 47enne morta a Lourdes

Ieri mamma Mara è tornata a casa sorretta dall’abbraccio dell’Unitalsi  Velia Gallinari era malata dalla nascita ma viveva pensando agli altri

ALBINEA

Saranno necessari alcuni giorni per il rimpatrio della salma di Velia Gallinari, la 47enne disabile albinetana morta nelle prime ore di lunedì a Lourdes, dove si trovava in pellegrinaggio assieme alla madre Mara e un gruppo dell’Unitalsi reggiana.

Velia, che soffriva dalla nascita di una grave malattia degenerativa, era un figura nota e apprezzata per la sua energia, attiva in tante realtà di volontariato come “Credere per Vedere” e la Croce Verde di Reggio e Albinea. Il viaggio a Lo ...

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ALBINEA

Saranno necessari alcuni giorni per il rimpatrio della salma di Velia Gallinari, la 47enne disabile albinetana morta nelle prime ore di lunedì a Lourdes, dove si trovava in pellegrinaggio assieme alla madre Mara e un gruppo dell’Unitalsi reggiana.

Velia, che soffriva dalla nascita di una grave malattia degenerativa, era un figura nota e apprezzata per la sua energia, attiva in tante realtà di volontariato come “Credere per Vedere” e la Croce Verde di Reggio e Albinea. Il viaggio a Lourdes era un sogno realizzato dopo lunghi preparativi.

Le sue condizioni non le permettevano di viaggiare agevolmente in treno o in aereo, ed era stato necessario quindi affrontare una lunga trasferta stradale con un mezzo attrezzato. Nei primi giorni al santuario si era potuta immergere nella vasca degli ammalati del luogo di culto e aveva partecipato ai momenti di preghiera. Nella notte fra domenica e lunedì, il malore fatale.

Il gruppo Unitalsi (Unione nazionale italiana per il trasporto ammalati a Lourdes e nei santuari internazionali) ha fatto rientro a Reggio nella giornata di ieri. La madre di Velia ha viaggiato assieme al parroco di Poviglio, don Giuseppe Lusuardi, uno dei referenti provinciali dell’Unitalsi, che ha deciso di non partire con il gruppo di giovani pellegrini messisi in viaggio la notte della scomparsa di Velia, ma ha voluto restare accanto a mamma Mara per seguire le pratiche per il ritorno a casa di Velia.



Ancora non si sa quando avverrà il trasporto aereo. Vista l’incertezza, anche i famigliari di Velia e don Lusuardi hanno deciso di rimettersi in strada, sarebbe stato inutile rimanere ancora in Francia senza nessuna possibilità di accelerare la questione. La notizia della morte di Velia ha girato rapidamente nel territorio reggiano, dove la donna era una figura nota e molto apprezzata, grazie all’energia con cui affrontava ogni situazione e con cui si impegnava nel volontariato. Per diverso tempo aveva operato con la Croce Verde reggiana e ora era vicepresidente di “Credere per Vedere”, associazione che tramite il progetto “Deja Vu” recupera vecchi computer ormai inutilizzati. Questi pc vengono rigenerati dai volontari assieme ai pazienti dei centri socio-riabilitativi di Puianello e Scandiano gestiti dalla cooperativa Stradello, e donati a scuole e realtà benefiche o venduti per finanziare il percorso inclusivo.

Sia Croce Verde che Credere per Vedere hanno ricordato Velia utilizzando le rispettive pagine Facebook, e i post commemorativi sono stati condivisi da tantissime persone, oltre ad avere fatto il pieno di commenti addolorati per l’improvvisa scomparsa. —