Terrore a Cella, incendiata l’auto di una barista: «Colpa di vandali»

La barista davanti alla Mini Cooper distrutta dal rogo

Reggio Emilia, rogo all’alba in via El Greco, distrutti anche altri due veicoli. La giovane: «Non so chi possa essere il responsabile»

REGGIO EMILIA. Ha parcheggiato l’auto davanti a casa, alle due e mezza di giovedì pomeriggio dopo aver lavorato al bar. Poi non ha più toccato la vettura, una Mini Cooper, lasciandola sugli stalli pubblici di via El Greco, a Cella. «È una zona tutto sommato tranquilla», ci raccontano i vicini; una decina di palazzi cresciuti a lato della via Emilia dove venerdì alle 5 del mattino i residenti si sono svegliati tra fiamme, scoppi e un’alta cortina di fumo nero che è penetrata negli appartamenti, facendo scattare l’allerta generale per quello che ha assunto i contorni di un pericoloso incendio doloso partito dall’auto della giovane barista, e che ha avvolto altre due vetture distruggendole sotto gli sguardi dei cittadini svegliati in piena notte.

Le altre auto parcheggiate in via El Gredo distrutte dall'incendio


La ragazza, 23 anni di origini campane, a poche ore dall’accaduto è tranquilla seppur incredula. Ha passato la mattinata in questura tra denuncia e dichiarazioni agli agenti. Tornata a casa ci racconta di non essersi svegliata subito: «Avevo sentito trambusto verso le 5 ma non sono nemmeno scesa perché ho la stanza che guarda dalla parte opposta: ho pensato che fosse solo del rumore. Poi, alle 7.30, quando sono uscita per andare al lavoro, ho trovato l’auto distrutta». La giovane, vittima insieme ad altri due residenti rimasti con l’auto semi distrutta, non ha dubbi: «La polizia mi ha detto che l’incendio è certamente doloso. Ma non c’è motivo per il quale puntassero alla mia. È un caso: in questi giorni ci sono stati tanti incendi a Reggio. Secondo me sono stati dei vandali». Vicenda al vaglio della Squadra Volante della polizia, che sta ora preparando un’informativa per la Procura insieme ai vigili del fuoco.

Il rogo in via El Gredo a Cella

Attorno alle auto, a più riprese, è tutto un via vai di persone che si accostano al nastro bianco e rosso messo dai vigili del fuoco per delimitare l’area dell’incendio. Dentro alla porzione annerita del parcheggio ci sono tre auto letteralmente divorate dalle fiamme. La Mini Cooper bianca usata dalla ragazza è posta al centro: ne resta solo lo scheletro di lamiere. Le gomme sono esplose così come i vetri: i botti hanno svegliato di soprassalto decine di persone. Accanto un’altra Mini Cooper rossa, di proprietà della madre della giovane: «Sono tutte e due intestate a lei - dice - una la uso io e l’avevo appena ritirata dal carrozziere.

L’altra dovevo venderla... un disastro». La ragazza, prima residente a Sant’Ilario, vive solo da tre mesi a Cella con un amico. I vicini scesi in strada nella notte hanno ben chiare le immagini dell’incendio: «Sentiti gli scoppi ho pensato che avesse tirato ancora il terremoto - racconta un’anziana che abita di fronte - Una paura che non le dico. Ho chiamato anche io i vigili del fuoco. Poi è arrivata anche la polizia e via dicendo». «Mi sono svegliata per le esplosioni, poi sono scappata nell’altra stanza: avevo troppa paura. C’era una colonna di fumo che si è alzata per diversi metri mentre i vigili del fuoco stavano tentando di spegnere le fiamme. Una cosa mai vista» è la testimonianza di un’altra ragazza che vive al civico 14 di via El Greco.

Mentre si cercano ancora i proprietari della Renault Clio semi-distrutta, c’è chi si dispera per i danni subiti. Alessandro Lusetti ha la fiancata destra dalla sua Ford C Max che è colata: «Un bel regalo per il nostro ritorno dalle ferie» dice. Non ci sono telecamere e nessuno sembra aver visto l’autore dell’incendio. Ma tutti sperano che venga presto trovato l’autore del rogo che ha trasformato il quartiere in un campo di guerra. —