Cavriago, verdure a chilometri zero nell’orto dei ragazzi disabili

L’iniziativa delle associazioni “Ottavo giorno”, “Educare” e “Nucleo ortisti”. L’ obiettivo è di portare le coltivazione anche nel campo della media Galilei

CAVRIAGO. Pomodori, melanzane e cocomeri per educare alla comunità. Si chiama “Orti di comunità” il progetto, nato a fine primavera e sbocciato con l’inizio dell’estate, che ha per protagonisti i ragazzi disabili di Cavriago, grazie all’associazione “Ottavo Giorno” e al gruppo “Educare: una questione di comunità”.

L’idea è proprio quella di coltivare prodotti a kilometro zero grazie all’aiuto dei ragazzi, degli educatori e del “Nucleo ortisti di Cavriago”, un gruppo di volontari, tra cui alcuni molto giovani, che dà una mano a curare e gestire l’orto. L’iniziativa è una delle tante sorte all’interno del progetto “Educare”.


«Il progetto è nato nel 2011 con lo scopo di riflettere e intervenire attivamente sul disagio giovanile – spiega Francesca Bedogni, promotrice e volontaria del gruppo – coinvolgendo fin da subito tantissime persone: ragazzi, cittadini, insegnanti, forze dell’ordine… abbiamo capito che gli effetti positivi si sarebbero prodotti solo con un approccio comunitario». Da lì è sorto un tavolo di coordinamento, aperto a chiunque voglia partecipare, che si riunisce una volta al mese per confrontarsi sull’educazione e sull’inclusione.

Molte le attività già svolte: il teatro delle emozioni, gruppi di autoaiuto e di doposcuola, persino il “Festival di Comunità”, che si tiene ogni anno ad ottobre. Tra queste l’ultima, la novità è proprio quella degli orti, un’attività manuale molto apprezzata dai ragazzi e dai volontari.

Per il momento le verdure vengono coltivate nell’orticello della Casa di Carità di Cavriago e vendute, a offerta libera, durante gli aperitivi del giovedì pomeriggio al bar “Eight Day” del centro culturale Multiplo. Ma l’obiettivo è quello di portare il progetto anche nell’orto delle scuole medie dell’istituto Galilei.

Insieme all’Ottavo Giorno e alla Casa di carità, tanti cittadini e associazioni forniscono il loro contributo per realizzare questo progetto: Auser, le scuole di Cavriago, il Multiplo, la Casa protetta, la Cremeria, il Multisala 900, Cuariegh on the road, l’Associazione Arché, l’Ufficio distrettuale esecuzione penale esterna, il gruppo di volontariato vincenziano, la Croce Rossa, i carabinieri e molti commercianti del paese. «Lo scopo è quello di promuovere il dialogo e l’inclusione – conclude Bedogni – un’inclusione intesa in senso ampio: non solo dei disabili, ma di tutte le fragilità. Che, messe insieme, diventano una forza». —