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«Nessuno ha spiegato alla figlia dove sono le spoglie del padre»

La famiglia Campani attraverso i due legali replica alle parole del sindaco Bini «Il caso esiste, non c’è chiarezza nemmeno sugli oggetti preziosi del defunto» 





Ormai è muro contro muro fra i parenti del defunto e il sindaco Enrico Bini nella delicata vicenda della salma esumata senza avviso nel cimitero di Castelnovo Monti.

Il primo cittadino ha ridimensionato il caso («Una storia che non esiste») replicando al sofferto sfogo di Graziana Campani, figlia di Dannunzio il cui feretro è rimasto sepolto per 25 anni nel cimitero castelnovese, finché non è avvenuta l’esumazione. La donna – tutelata dagli avvocati Valter Azzolini e Noris Bucchi – attraverso ...

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Ormai è muro contro muro fra i parenti del defunto e il sindaco Enrico Bini nella delicata vicenda della salma esumata senza avviso nel cimitero di Castelnovo Monti.

Il primo cittadino ha ridimensionato il caso («Una storia che non esiste») replicando al sofferto sfogo di Graziana Campani, figlia di Dannunzio il cui feretro è rimasto sepolto per 25 anni nel cimitero castelnovese, finché non è avvenuta l’esumazione. La donna – tutelata dagli avvocati Valter Azzolini e Noris Bucchi – attraverso una nota ribatte a quanto dichiarato dal sindaco Bini, rimanendo sulle proprie posizioni.

Ma vediamo i punti-caldi di questa storia a dir poco controversa.



Partiamo dalla mancata comunicazione dell’esumazione ai parenti, secondo il sindaco cercati non solo a Castelnovo Monti ma anche a Toano e Villa Minozzo: non sono stati trovati e comunque il regolamento di polizia cimiteriale – sempre secondo l’amministratore – consente ugualmente di procedere con l’esumazione. «Fa riflettere l’affermazione del sindaco – scrivono la figlia del defunto e i due legali – secondo la quale il dirigente del settore avrebbe svolto ricerche anagrafiche dei parenti anche nel Comune di Toano...senza esito. La signora Campani vive ed è iscritta all’ufficio anagrafe di quel Comune da oltre vent’anni (e afferma anche di pagare le tasse). Se nel 2018 la ricerca, per una ragione tanto delicata come quella di cui stiamo trattando, ha portato al risultato descritto, è forse legittimo il malessere della nostra assistita».



Poi l’aspetto più serio: le spoglie del defunto. Per Bini sono tutt’altro che sparite, ma risultano correttamente conservate in un luogo apposito del cimitero. Resti conservati per un anno, con documentazione e foto del deceduto, ma a completa disposizione dei familiari.

Secondo il sindaco tutto ciò è stato spiegato alla famiglia. «Va ribadito con chiarezza che nessuno del Comune di Castelnovo Monti ha fornito informazioni alla signora Campani – rispondono gli avvocati – che riferisce, di contro, di essere stata trattata da chi gli ha risposto dall’ufficio comunale in modo infastidito ed evasivo. In particolare le ha risposto in modo vago parlando di un termine di 30 giorni, quindi un termine di gran lunga diverso rispetto a quello riferito dal sindaco, senza peraltro indicare perché il feretro fosse stato rimosso e dove si trovassero le spoglie. Resta ancora in attesa di conoscere – concludono – dove siano finite le spoglie del compianto padre e gli oggetti di valore (fede e catenina d’oro, ndr) che la signora Campani asserisce indossati dal defunto al momento della sepoltura». Irrecuperabili il marmo della tomba e gli ornamenti: sono stati triturati per trasformarli in inerti. —