Genova, vigili del fuoco reggiani con i cani tra le macerie del ponte Morandi

Due unità cinofile sul posto per cercare sopravvissuti. Inviata anche un’autoscala. Offerta di aiuti da Manghi e Vecchi

Genova, la lunga notte dei Vigili del Fuoco: "Lavoreremo per giorni, 24 ore su 24"

REGGIO EMILIA. Sono saliti su Drago, l’elicottero dei vigili del fuoco partito da Reggio Emilia, sorvolando per oltre un’ora la Pianura Padana e atterrare infine nel primo pomeriggio sulle macerie del Ponte Morandi, dentro le quali sono state ingoiate decine di vite umane.

Corsa contro il tempo. Dentro la pancia del grande elicottero bianco-rosso ci sono i vigili del fuoco emiliani, che con i loro cani andranno poi a cercare i dispersi travolti dall’immane tragedia ingegneristica che ha fatto scattare la mobilitazione anche dalla città del Tricolore.

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Con loro Alberto Gazza, vigile del fuoco che il suo cane Cartier – un Golden Retriever di sette anni – è al lavoro nel “cratere” da ieri pomeriggio.

Proprio due anni fa Gazza – inquadrato ieri più volte dalle tivù nazionali durante le febbrili operazioni di ricerca di sopravvissuti – aveva lavorato con Cartier giorno e notte tra le macerie di case distrutte dal terremoto in centro Italia, anche lì guidato solo dal fiuto del suo fedele animale, con il quale recuperò cinque corpi purtroppo senza vita, sepolti dai detriti.

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Nel tardo pomeriggio sono partiti altri vigili del fuoco verso Genova, questa volta in auto, tra i quali Cristian Ligabue, volontario con il suo cane Maya. Il comando di via della Canalina ha inviato anche un’autoscala con due persone, mentre si sono susseguite in giornata gli attestati di solidarietà e le offerte d’aiuto da parte delle istituzione reggiane.

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Gara di solidarietà. «Vicinanza autentica e ogni forma di aiuto possibile, se ritenuto utile, oltre a tutto ciò che si sta già dispiegando da subito da parte di tutti coloro che si stanno prodigando ormai da ore, ai quali va una gratitudine totale». È quanto si è sentito di esprimere «a nome mio e della Provincia di Reggio Emilia alla città di Genova e alla sua comunità, colpite dalla terribile tragedia generata dal crollo di un viadotto», il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi.

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Soccorsi allertati . La Protezione civile locale e regionale è pronta a partire qualora ci fosse necessità. La macchina dei soccorsi potrebbe offrire supporto a una città sotto shock, che al recupero dei corpi e alla ricerca dei sopravvissuti dovrà aggiungere la sistemazione dei residenti sfollati.

«L’amministrazione comunale di Reggio Emilia esprime la propria solidarietà alla città di Genova per l’immane tragedia che si è consumata a seguito del crollo di un viadotto, e si stringe ai familiari delle vittime associandosi ai sentimenti di lutto e di dolore» è stato il messaggio diffuso ieri dal sindaco Luca Vecchi.

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Reggio, infatti, vanta un forte legame con la città ligure, da sempre partner strategico nel patto di sindacato in Iren, seconda casa della cooperazione tramite Coopsette, che lì aveva stabilito parte consistente dei suoi affari.

«La filiera della Protezione civile di Reggio Emilia, che comprende numerose associazioni di volontariato e dipendenti pubblici, in particolare del corpo della polizia municipale, sono e saranno a disposizione», conclude Vecchi.