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La Reggio Audace riparte dall’entusiasmo dei tifosi In 600 per il debutto

La nuova Reggiana ha iniziato la sua avventura ieri al Poggio di Albinea Le delusioni degli ultimi tempi non hanno spento la passione dei reggiani

Albinea

Un bagno di folla come nelle migliori occasioni. Come se in giugno fosse arrivata la promozione in serie B. Invece la realtà è un’altra e tutti i circa 600 tifosi giunti al Poggio di Albinea per il primo raduno della Reggio Audace ne erano consapevoli.

Si riparte da un fallimento che non è proprio un fallimento. Si riparte da una Reggiana che non è ancora la… Reggiana nella maggioranza dei cuori che palpiteranno al Città del Tricolore. Si riparte tuttavia da una certezza: l’immutato ...

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Albinea

Un bagno di folla come nelle migliori occasioni. Come se in giugno fosse arrivata la promozione in serie B. Invece la realtà è un’altra e tutti i circa 600 tifosi giunti al Poggio di Albinea per il primo raduno della Reggio Audace ne erano consapevoli.

Si riparte da un fallimento che non è proprio un fallimento. Si riparte da una Reggiana che non è ancora la… Reggiana nella maggioranza dei cuori che palpiteranno al Città del Tricolore. Si riparte tuttavia da una certezza: l’immutato entusiasmo del popolo granata che ha letteralmente invaso lo splendido impianto collinare, casa dello United Albinea e perfetto campo base, dove la nuova Reggiana si allenerà con doppie sedute per tutta la settimana, probabilmente anche a Ferragosto. Già oggi, alle 9.30 e alle 17, i tifosi potranno nuovamente seguire gli allenamenti dei granata, aspettando qualche ritorno gradito, Narduzzo e Spanò su tutti.



Un bagno di folla, dunque. Tanti i sostenitori che vantano degli arretrati in un’estate che ha dato troppe delusioni e bocconi amari da ingerire. La prima della nuova Reggiana se ne va tra la curiosità generale e tanto entusiasmo. Qualche scettico non manca. C’è già chi è preoccupato per la sostenibilità di un’eventuale promozione in C. Calma. La realtà è la serie D e ripartire ha già del miracoloso. Reggio Emilia non si potrà accontentare di questa categoria, ma la prima stagione nei dilettanti non sarà una passeggiata.

Di certo la Reggiana potrà contare sull’affetto incondizionato di quei tifosi che già ora ci sono e sembrano pronti ad prendere per mano questa squadra che ancora, di fatto, non c’è. Pronti a sostenere una manica di giovanotti sconosciuti al grande pubblico (“chi el col lè?”) e che come ad un grande talent show, sono in prova in questo raduno improvvisato e che potrebbero lasciare da un giorno all’altro. Tu sì, tu no. Grazie e arrivederci.



Non solo giovani e sconosciuti. In campo si sono rivisti anche ragazzi della vecchia Berretti e giocatori provenienti dalla serie C. «L’importante era ripartire, in campo non ho visto dei grandi piedi» ci ha detto un tifoso a mezza bocca. Tuttavia, un po’ a sorpresa, chi ha raccolto il più grande applauso dei tifosi è stato il tecnico Mauro Antonioli, già entrato nel cuore di tanti per il suo modo di presentarsi in maniera garbata e allo stesso tempo determinata. Tanti applausi ovviamente anche per il presidente Luca Quintavalli, già placcato da tanti sostenitori per avere informazioni sulla imminente campagna abbonamenti.



A proposito. La società sembra intenzionata ad aprire solamente due settori del Città del Tricolore una volta ottenuto l’accordo economico con la Mapei che gestisce lo stadio. Due settori aperti, curva Sud e Tribuna. Voci di corridoio parlano di una campagna abbonamenti già pronta a prezzi popolari, aperta ad aziende e famiglie, per cercare di convincere anche i più scettici.



Presenti a questo primo allenamento quasi tutti i rappresentanti della società. Dal presidente Quintavalli, al vice Romano, al dg Rocco Russo, passando per l’area tecnica composta da Marco Lancetti e Tito Corsi. Giunti a salutare l’esordio granata anche i sindaci di Scandiano Alessio Mammi e quello di Boretto, Massimo Gazza, grandi appassionati di calcio, oltre al padrone di casa, sindaco di Albinea Nico Giberti.

Non poteva mancare Ernesto Melauri, il Melo, storico tifoso e uomo simbolo di quelle drammatiche giornate di fronte alla sede di via Mogadiscio. Colui che pianse accarezzando una bandiera granata da lui issata sul cancello di Villa Granata. «Ho piena fiducia in questa società, questa è la squadra della mia città», ci ha detto con grande sincerità. La fenice granata ha ripreso vita. —