Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Appicca il fuoco in casa sua: donna rimane intossicata

Reggio Emilia: l’incendio in via Zambonini, a Pieve, ha fatto scappare fuori i residenti di un palazzo Acer. Il referente condominiale: «Gridavo sul balcone “spegni il rogo”, lei diceva di no»

Rogo in un condominio dell'Acer, i soccorsi a Pieve Modolena

REGGIO EMILIA. «Quando ho visto le fiamme, mi sono messo a urlare chiamando l’inquilina per nome: “spegni il fuoco, spegni il fuoco”. Lei scuoteva la testa: “No no, non adesso”». Abdula Nuto, 48 anni, è uno dei referenti condominiali della popolosa palazzina di via Zambonini 1 a Pieve, dove  i residenti hanno vissuto un brutto quarto d’ora. Una ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

Rogo in un condominio dell'Acer, i soccorsi a Pieve Modolena

REGGIO EMILIA. «Quando ho visto le fiamme, mi sono messo a urlare chiamando l’inquilina per nome: “spegni il fuoco, spegni il fuoco”. Lei scuoteva la testa: “No no, non adesso”». Abdula Nuto, 48 anni, è uno dei referenti condominiali della popolosa palazzina di via Zambonini 1 a Pieve, dove  i residenti hanno vissuto un brutto quarto d’ora. Una donna 50enne, abitante al sesto piano e con disagio psichico, ha appiccato il fuoco nel suo appartamento, mettendo a rischio l’incolumità di oltre un centinaio di residenti, corsi fuori, e danneggiando l’appartamento, dichiarato agibile. La stessa piromane, a causa del fumo inalato, è rimasta lievemente intossicata e si trova tuttora in ospedale per accertamenti.



Nella parallela di via Fratelli Cervi si trova la palazzina di case popolari Acer, che conta ben 44 appartamenti per 9 piani. Nuto abita al secondo e quella sera aveva intenzione di uscire con sua moglie. «Volevamo andare alla festa dell’unità di Bibbiano; visto il maltempo siamo rimasti in casa, per fortuna – racconta – Stavo guardando la televisione, alle 23.30, quando l’odore di bruciato si è fatto sempre più forte, quasi non si respirava. Mi sono affacciato, ho alzato la testa, ho visto le fiamme in alto e ho capito che si trattava di quella signora problematica. Ho avuto paura che l’incendio potesse estendersi alle case adiacenti: qui ci abitano molti anziani».

È stato Nuto ad allertare il 112, i vigili del fuoco e anche l’amministratore condominiale. «Ho chiamato tutti. I carabinieri sono arrivati subito con due pattuglie. I pompieri sono saliti, ma io dall’agitazione mi sono sbagliato e in un primo tempo li ho accompagnati al settimo piano anziché al sesto».



Una volta convinta la 50enne ad aprire la porta, i pompieri hanno spento l’incendio in breve tempo. È parsa subito chiara l’origine dolosa del rogo: la donna aveva accumulato alcuni strofinacci tra il balcone e la sala, appiccando il fuoco che ha distrutto vestiti e masserizie. Le fiamme hanno completamente annerito il balcone, la sala e il bagno, ma i pompieri, una volta messa in sicurezza l’area ed eseguito il sopralluogo, hanno dichiarato l’appartamento agibile.

Nel frattempo il passaparola dell’incendio in atto ha fatto sì che diversi condomini si siano precipitati all’esterno. Almeno una ventina le persone spaventate che hanno assistito in strada allo spegnimento.



La 50enne, che secondo gli investigatori era all’opera da tempo, essendo rimasta per oltre un’ora nelle stanze sature di fumo è rimasta intossicata.

Con pazienza i carabinieri hanno convinto la donna a salire sull’ambulanza e a farsi portare al Santa Maria Nuova. Per ripristinare le vie respiratorie, nonché per fare il punto sul suo quadro psichico, l’intossicata rimane ricoverata in osservazione. —