Reggio Emilia, stranieri irregolari: un espulso a settimana

Da giugno sono 11 le persone accompagnate alla frontiera o ai Cpr dalla questura. Fra i reati di cui si sono macchiati molestie, spaccio e tentato omicidio

REGGIO EMILIA. Molestie, spaccio di droga, ripetute violazioni delle leggi sull’immigrazione e persino un tentato omicidio. Sono questi alcuni dei reati commessi dagli undici stranieri rimpatriati dagli agenti della questura reggiana da inizio giugno. Una media di uno a settimana. Alcune di queste persone si trovavano già in carcere e, al termine della pena, sono state accompagnate al loro Paese di origine.

Altre, invece, sono state arrestate dalle forze dell’ordine, principalmente in zona stazione o nelle strade limitrofe. Si tratta, in prevalenza, di uomini. Le uniche donne (due) sono cittadine di nazionalità cinese, invisibili agli occhi dello Stato fino al momento della loro identificazione ed espulsione.


La maggior parte delle espulsioni sono avvenute tramite i Centri per il rimpatrio (Cpr) di Torino e di Roma, strutture detentive dove vengono reclusi i cittadini stranieri sprovvisti di regolare titolo di soggiorno, in attesa del ritorno forzoso nel Paese di origine.

Il primo espulso dell’estate è stato un 36enne marocchino, portato a Torino l’1 giugno da poliziotti e Municipale di Rubiera. Qui, nel comune al confine con Modena, è stato fermato mentre faceva apprezzamenti sconci alle delle donne e importunava i fedeli all’uscita dalla messa chiedendo con insistenza l’elemosina.

L’11 giugno è poi toccato a un tunisino di 38 anni, scoperto da polizia e Municipale di Reggio in uno stabile abbandonato di via Gorizia: nel suo curriculum reati per tentato omicidio, contro la persona e il patrimonio e violazione della normativa sugli stupefacenti.

Il giorno successivo a finire al Cpr di Roma è stata una 39enne cinese che abitava in piazzale Marconi 4, pur non risultando all’anagrafe.

Il 13 giugno ad essere espulso è stato poi un marocchino di 37 anni, che aveva finito di scontare la sua pena alla Pulce per rapina, reati contro la persona e resistenza a pubblico ufficiale. Tre invece gli accompagnamenti ai Cpr a luglio. Il primo è stato un marocchino di 29 anni trovato a spacciare in via Turri, mentre il 13 luglio è toccato a una 60enne cinese con precedenti trovata in un appartamento di via Paradisi, durante un controllo anti prostituzione delle Mobile partito dalle segnalazioni dei residenti.

Sempre a luglio, infine, in un immobile di via Tassoni, la polizia ha identificato ed espulso un marocchino 26enne con precedenti per rapina e lesioni. L’ultimo accompagnamento ai Cpr risale al 3 agosto, quando un 45enne tunisino è stato portato al centro di Torino terminata la sua condanna a quattro anni per reati legati allo spaccio di droga.

Tre invece sono stati gli accompagnamenti alla frontiera (tramite aereo da Milano Malpensa) eseguiti dalla questura da inizio estate. Il primo è stato un cittadino equadoregno di 27 anni, rintracciato nella sua abitazione di via Paradisi durante dei controlli sui certificati di residenza rilasciati all’Ufficio Immigrazione per la richiesta di un permesso di soggiorno.

Su di lui pesavano precedenti per reati contro il patrimonio, minacce ed atti persecutori. Il 2 luglio è stato il turno di un tunisino 35enne appena scarcerato e con precedenti per rapina, lesioni e spaccio. Infine, il 31 luglio, la questura ha espulso un albanese 44enne identificato a Scandiano dai carabinieri e con precedenti per spaccio, estorsione e violazioni della normativa sulla prostituzione.